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Elezioni, Silvi2024 si scioglie per nuovo progetto

Ultimo Aggiornamento: sabato, 13 Gennaio 2018 @ 23:06

“Silvi2024 si scioglie per un progetto nuovo, aperto, inclusivo e di cambiamento!”.

Lo hanno annunciato gli ex consiglieri Antonio Del Vecchio e Nazzaro Pelusi, precisando che “l’esperienza politica cittadina di Silvi2024 si conclude. Con la fine dell’amministrazione Comignani è venuto di fatto meno il progetto politico, quello che vedeva appunto Francesco Comignani motore di un cambiamento che purtroppo non c’è stato e che è culminato con la sua stessa caduta. Un cambiamento a cui Silvi2024 ha voluto credere fino alla fine. L’impegno di tutti coloro che hanno contribuito al successo di questo percorso è stato unico, irripetibile, straordinario. Dal primo all’ultimo abbiamo creduto tutti che Silvi avrebbe potuto davvero cambiare verso. E’ necessario dare vita ad un nuovo cammino. Un cammino che ricomincia, però, da dove ci siamo lasciati, da quelle idee e da quelle proposte che non sono state mai realizzate e mai prese in considerazione. In questi ultimi mesi abbiamo, troppo spesso, confuso la causa con l’effetto. Il notaio non è stato la causa della caduta dell’Amministrazione ma è stato l’effetto. L’estate senza un’amministrazione in grado di garantire il minimo indispensabile a una cittadina turistica balneare non è stata causata dal notaio, è stato l’effetto”.

Per i due ex consiglieri “l’effetto di un comportamento volutamente sordo di chi non ha voluto ascoltare il malessere di coloro che sentivano tradite le aspettative di partenza. Un sindaco, che doveva trascinare con sé tutti, nessuno escluso si diceva in campagna elettorale, ha preferito evitare l’interesse comune per recuperare quegli interessi particolari che i cittadini avevano chiaramente rifiutato con il voto”.

“Vogliamo ricordare – continuano – solo alcuni fatti caratterizzanti dell’amministrazione Comignani: l’approvazione della variante al PRG di Vallescura, la conferma senza tentennamenti dell’assegnazione del bando rifiuti (dichiarato illegittimo da Tar e Consiglio di Stato), avvenuta in piena campagna elettorale dall’amministrazione Vallescura, l’approvazione del bilancio di previsione senza alcuna discussione in maggioranza, senza partecipazione e senza condivisione con i cittadini, nemmeno in consiglio comunale, la mancata costruzione di quei momenti di partecipazione che avrebbero dovuto coinvolgere tutti, ma proprio tutti, per la costruire INSIEME quella Silvi migliore proposta ai cittadini. Per non parlare del Progetto Paride (che però ci ha fatto rivedere le stelle), anch’essa volontà di altre amministrazioni, e delle tante piccole e grandi promesse completamente disattese. La mancata programmazione dei piani particolareggiati per: la nuova zona artigianale, il centro storico e il centro ‘commerciale naturale’ via A. Rossi – Piazza Fermi. Tutto questo senza che il sindaco si accorgesse che stava pian piano demolendo la sua casa, malconsigliato da maldestri architetti e scaltri manovali. Quella casa che si era costruita solo con la fiducia, poi tradita, dei cittadini e di quelle forze politiche che l’avevano sostenuto sin dall’inizio”.

Se il passato non si può cambiare, Del Vecchio e Pelusi sono pronti a ripartire “con un nuovo contenitore aperto alla società civile, ai giovani, alle associazioni, agli operatori, a tutti quei cittadini che intendono offrire il loro contributo di idee e progettualità per Silvi. La nostra comunità ha bisogno di nuove idee e nuove energie in grado di proporre soluzioni ai problemi che affliggono la città da anni e che l’ex amministrazione non ha mai voluto affrontare. Il percorso per una nuova realtà organizzativa a Silvi è già stato avviato. Un percorso che accompagnerà Silvi alle prossime elezioni amministrative e che consentirà alla nostra città di rivestire il ruolo di rinnovamento di cui ha bisogno dopo anni di brutture, immobilismo, torpore e personalismi”.

“Silvi deve invertire la rotta e guardare avanti con una grande voglia di cambiamento e per uno sviluppo sostenibile della nostra città”, concludono Pelusi e Del Vecchio.

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