Alba Adriatica, nel direttivo (commissariato) del Pd anche un extracomunitario che difende Viviani: il racconto

Forse era un caso unico nel panorama provinciale. Due extracomunitari, regolari in Italia, tesserati con il Pd di Alba Adriatica.

 

O meglio che facevano parte del direttivo di recente commissariato dopo l’espulsione di Gabriele Viviani. Storie personali e paradossi si miscelano nella vicenda del circolo cittadino dei Dem, avviato al congresso provinciale di domenica prossima. Paradossali se si pensa che il post della discordia aveva come riferimento i migranti e persone in arrivo dell’estero. Dalla stessa terra di Badr Saif , marocchino regolare in Italia da anni e appassionato di politica.

 

Polemiche da una parte, ma sostegno incondizionato dall’altro per l’oramai ex segretario Viviani, allontanato dal partito per un post, ritenuto a sfondo razziale. “ Ma io la penso come Viviani”, racconta Badr Saif, per tutti Giovanni, marocchino da 15 anni residente in Italia e iscritto al Pd. “ Grazie a lui mi sono sentito a casa”, prosegue, “ io condivido il suo pensiero. Vivo e lavoro ad Alba Adriatica da 15 anni, tutti mi stimano e mi vogliono bene, ma paradossalmente c’è chi mi confonde con i clandestini e chi commette reati. Io la penso come Viviani, basta con le immigrazioni di massa e con tutti i problemi che si generano”. Badr, attivo nei Dem, non ha gradito l’azzeramento del locale circolo. “ Il partito si chiama democratico, ha adottato una decisione che di democratico non ha nulla. Siamo rimasti interdetti da questa scelta. Andrò a votare? Si, certo ed esprimerò una preferenza per Minosse”.