Teramo, Consiglio comunale fiume: nuovo ospedale in città

Un Consiglio comunale fiume, con la mattinata dedicata alle interrogazioni – una sola ora di pausa – e il pomeriggio alla questione del nuovo ospedale, quello in programma a Teramo in queste ore.

Un inizio scoppiettante caratterizzato essenzialmente dal botta e risposta tra il sindaco Maurizio Brucchi e il consigliere arancione, Gianluca Pomante, che ha accusato l’attuale amministrazione dei grave immobilismo, mettendola spalle al muro su tutte le questioni irrisolte. Mentre per quanto riguarda la sicurezza nelle scuole, il primo cittadino ha ribadito come, al di là dei risultati delle verifiche sismiche in attesa nei prossimi giorni, nulla cambierà per il prossimo settembre (Risorgimento a parte per la quale verranno effettuati i lavori programmati), visto che per i finanziamenti bisognerà aspettare che il Governo metta a punto dei piani pluriennali specifici per la messa a norma degli edifici scolastici, con i ragazzi che torneranno nelle stesse strutture lasciate a giugno.

Sul nuovo ospedale, invece, tutti d’accordo, o quasi, nel realizzarlo sul territorio comunale. Paola Cardelli a parte che ha espresso contrarietà alla realizzazione di un nuovo edificio, considerandolo solo uno sperpero di denaro.

Brucchi, nella sua introduzione, ha spiegato, come aveva già fatto in Commissione, pro e contro delle quattro aree finora individuate che potrebbero ospitare la struttura, ricordando come sia troppo oneroso rimettere a norma i quattro presidi provinciali realizzati tutti tra gli anni ’60 e i primi anni ’80.

Ed esclusa la zona A, sotto il centro commerciale per via del rischio idrogeologico, restano in piedi le ipotesi B (adiacente all’Università di Piano D’Accio) e C (zona cave proposta da Maurizio Verna) di proprietà privata, e quella D a Sant’Atto, vicino al centro iperbarico, di proprietà della Asl.

E se il consigliere Vincenzo Falasca ha interrogato il sindaco sul fatto che non si sia pensato all zona di Contrada Casalena dove sono già presenti dei dislocamenti della Asl, Pomante ha invece appoggiato la proposta Sant’Atto, ricordando come l’amministrazione comunale possa dare solo un indirizzo che però tenga conto anche dell’indotto che si verrebbe a creare intorno al nuovo ospedale, lanciando l’idea di un Forum per professionisti e operatori del settore che possano dare undicazioni e suggerimenti a riguardo.

Approvate all’unanimità anche le proposte del consigliere di “Insieme possiamo”, Gianguido D’Alberto, che ha integrato la mozione con alcuni emendamenti. Primo tra tutti la necessità di superare gli inutili campanilismi, con i veti incrociati dei territori che causerebbero solo uno stallo della situazione, evitando la competizione infraprovinciale, e ricordando come la città capoluogo abbia una vocazione sanitaria storica e risulti baricentrica rispetto al resto della provincia. Inoltre è stata ribadita la necessità che si realizzi un ospedale di secondo livello, garantendo un equilibrio nell’offerta sanitaria di tutto il territorio. Infine è stata chiesta chiarezza sulla riconversione del Mazzini il cui futuro deve garantire il mantenimento di finalitù pubbliche e collettive.