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Teramo, ospedale unico. Brucchi: “So dove realizzarlo”

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 9:14

Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, accoglie positivamente le dichiarazioni rilasciate alcuni giorni fa dall’Assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, quando ha dichiarato che la sede dell’ospedale unico deve essere individuata nel territorio teramano e lancia la sua proposta.

“Si tratta – dichiara il primo cittadino – di una valutazione oculata, in quanto non è possibile pensare che una città capoluogo di provincia non debba avere nel suo territorio l’ospedale di riferimento. La Asl di Teramo paga a tutt’oggi una mobilità passiva di oltre 60 milioni di euro l’anno, derivante sicuramente dalla scarso comfort delle nostre strutture ma principalmente dalla carenza ormai cronica di personale medico ed infermieristico e dall’aggiornamento della strumentazione elettro-medicale, delle apparecchiature”.

Per Brucchi, “Non è più accettabile che questo territorio continui a pagare un prezzo alto perché le scelte attuali di politica sanitaria sono ancorate ai parametri del passato. Da quando si è aperto il dibattito sull’ospedale unico, diverse sono state le proposte per la localizzazione della sede. Il primo presupposto è che si realizzi nell’area del territorio comunale. In questo senso, buona è la proposta del vicepresidente del consiglio regionale, Paolo Gatti, che individua nell’area industriale di San Nicolò una possibile locazione. Altrettanto positiva è la proposta del consigliere comunale Maurizio Verna, che prevede l’insediamento di un ospedale unico nella zona in prossimità della rotonda dello stadio di piano d’Accio“.

Brucchi poi avanza la sua ipotesi di ospedale unico “in località Piane Sant’atto, che da una prima valutazione ha tutte le caratteristiche per rispettare i parametri previsti nello studio realizzato recentemente dal Direttore Generale della Asl, Fagnano. L’area di intervento ha una estensione considerevole che prevede la possibilità di ulteriori sviluppi successivi. In essa non vi sono aree edificabili e fabbricati né aziende insediate. Interessante, ai fini della proposta, la presenza in confine con il Centro Iperbarico, struttura sanitaria già in esercizio. Per quanto riguarda l’accesso, è garantito dalle vie della grande comunicazione, con il vicino svincolo di San Nicolò – Sant’Atto della SS 80 (raccordo Teramo-Mare), nonché dall’innesto con la SP 3 San Nicolò-Garrufo di collegamento con la Val Vibrata. Di rilievo il fatto che nelle zone vicine non ci sono aree da cui possano derivare rischi ambientali. È chiaro che questa proposta, così come le altre, dovrà essere valutata e discussa in un Consiglio Comunale straordinario, aperto, al quale dovranno prendere parte, oltre a Regione, Provincia e Asl, tutti rappresentanti politici del territorio”.

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