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Teramo, Di Sabatino chiama a raccolta i segretari del Pd e di Abruzzo Civico

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 3:30

Un polverone o semplicemente una tempesta in un bicchier d’acqua. Il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, ha bollato come esagerate le polemiche che si sono scatenate a seguito della sua decisione di affidare a Mario Nugnes la vice presidenza dell’ente, che ha causato il disappunto del Partito Democratico e il coro di critiche da parte degli altri partiti.

“Non è questa una priorità su cui concentrare le nostre attenzioni”, ha detto Di Sabatino che sta ultimando i preparativi per la manifestazione di domani a Roma, che lo vedrà capofila dei sindaci per la richiesta della modifica del decreto sisma al Governo.

“Se i consiglieri saranno con noi domani”, ha aggiunto il presidente, “ci sarà di certo l’occasione per parlare ancora. Altrimenti, una volta fatta la manifestazione, chiederò ai segretari provinciali e regionali del Pd e di Abruzzo Civico, insieme ai parlamentari, di sederci tutti intorno ad un tavolo per affrontare insieme questa situazione sta diventando davvero kafkiana”.

Una decisione, dunque, quella dell’affidamento delle deleghe, che potrebbe anche essere rivista da Di Sabatino il quale, tuttavia, continua a sottolineare come siano altri i veri problemi che anche la Provincia è chiamata ad affrontare ora.

Dopo le dichiarazioni del segretario provinciale del Pd, Gabriele Minosse, infatti, non si è fatta attendere la risposta del coordinatore provinciale di Abruzzo Civico, Carlo Simone che ha detto che “se il Pd pensa che Abruzzo Civico possa essere solo portatore sano di voti senza vedersi mai riconosciuto un ruolo sbaglia di grosso”, ricordando anche il 4,3% dei voti di Flaviano De Vincentiis, determinante per l’elezione di Di Sabatino e gli accordi non rispettati a Roseto.

Intanto per la manifestazione di domani, il presidente ha assicurato che tutti i rappresentanti istituzionali saranno presenti in Piazza Montecitorio (che può contenere, per questioni di sicurezza, un massimo di 500 persone), mentre la delegazione che sarà ricevuta in Parlamento sarà formata al massimo da una decina di elementi. Ancora in via di definizione la scelta di chi dovrà parlare.

“E’ stato davvero molto più complessa questa fase” ha concluso Di Sabatino, “perché giustamente tutti vogliono poter sottolineare la propria situazione. Ma stiamo lavorando affinché i rappresentanti sappiano portare al Governo le esigenze di un territorio compatto e unito”.

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