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Teramo, cultura e finanziamenti: è scoppiata la ‘guerra tra poveri’?

Ultimo Aggiornamento: domenica, 5 Novembre 2017 @ 22:10

marcello_schillaciTeramo. “Dio c’è…ma non sei tu! Rilassati!”. La frase scritta sulla maglietta indossata da Marcello Schillaci, ristoratore teramano, da anni impegnato nella promozione dell’enogastronomia teramana, sembra avere un riferimento nascosto tra le righe. Ma ancora più chiare sono le sue parole.

Non è tardata ad arrivare la replica di Schillaci alle accuse lanciate ieri, in conferenza stampa, da Marcello Olivieri, dell’associazione TeramoViviCittà. Temi della contesa, i contributi concessi dal Comune a favore delle associazioni presiedute dallo stesso Schillaci, gli eventi organizzati (a detta di Olivieri, con tanto di sponsorizzazione comunale) all’interno o nei dintorni del locale di Porta Romana, il destino della Pro Loco di Teramo, presieduta nel 2004 sempre da Schillaci e poi scomparsa nel nulla.

“Il signor Olivieri vi ha solo usato” tuona Schillaci, pervaso da uno stato d’animo che è un misto di amarezza e rabbia. “La Pro Loco non ha mai preso 1 euro né dal Comune né dalla Regione. Era nata un anno prima, pur non essendo operativa. La presidenza mi fu affidata nel 2004, ma è rimasta in vita solo per un anno. E sapete perché? In Comune, l’allora assessore alla Cultura (Mauro Di Dalmazio, ndr) pensava volessi fare concorrenza ad un’altra associazione teramana da lui favorita, Big Match, fino a quando la Pro Loco è scomparsa definitivamente”.

E, come in un effetto domino, le accuse proseguono il loro percorso, scatenando una reazione a catena che somiglia sempre più a una ‘guerra tra poveri’.

Da qui, lo sfogo di Marcello Schillaci. “Sono sottoposto a continue vigliaccherie da parte di Olivieri”. E lo ‘scontro’ virtuale si combatte sulla rete. Campo di ‘battaglia’, infatti, è il social network Facebook, dove i due se le suonano di santa ragione e dove, aggiunge Schillaci, “lo stesso Olivieri utilizza nickname diversi per attribuirmi falsi commenti su persone di comune conoscenza”.

E, tornando ai finanziamenti, aggiunge: “Non è un delitto se il Comune finanzia le associazioni. Sono anni che mi occupo di eventi culturali e posso dimostrare che non ho mai preso nulla. Alle mie spalle c’è una famiglia che da 20 anni lavora e fa sacrifici e questa persona sta rendendo brutto tutto ciò che di bello c’è in questa città”. Si commuove Schillaci, parlando della sua famiglia, una pausa di qualche minuto e poi riprende. “L’associazione Art non ha ricevuto nessun contributo per l’evento di promozione delle Virtù. Ma, anche se avesse preso 5mila euro non ci sarebbe nulla di male, visto che abbiamo ridato la paternità di questo piatto alla città di Teramo”.

E, a proposito delle altre accuse mosse al ristoratore (“organizza eventi solo nel suo locale” aveva detto ieri Olivieri), commenta: “qual è il problema? Se avessi voluto fare soldi, non avrei certo scelto di servire mazzarelle e fagioli, ma sarei andato dietro le tagliate e gli arrosticini, tanto di moda. Ma lo faccio per promuovere la cultura gastronomica di questa città”.

Una cosa è certa: la questione non è affatto chiusa. E’ chiaro che la ‘battaglia’ continuerà, su Facebook o nelle aule di un tribunale non fa differenza. In una piccola città come Teramo, le associazioni culturali, grandi o piccole che siano, dovrebbero fare fronte comune, soprattutto quando ci si trova davanti ad un periodo di ristrettezze economiche per tutti, con gli enti pubblici che da oggi in avanti, e non si sa per quanto tempo, avranno sempre più difficoltà a finanziari eventi culturali. E, invece, questo è il triste epilogo di un’estate tutta teramana.

 

La nota inviata da Carla Vallone, portavoce del Comitato cittadino spontaneo Residenti di Corso Porta Romana. “Ancora una volta sono costretta a protestare per la totale mancanza di rispetto, da parte dell’amministrazione comunale, nei confronti di alcuni residenti e commercianti di Porta Romana. Non si può più tollerare che ogni volta che un privato chiede di chiudere corso Porta Romana per interessi della sua attività commerciale il comune lo autorizza. Ieri ho telefonato all’assessore Guido Campana che mi ha detto di aver autorizzato la festicciola del cantiniere Marcello Schillaci perché tra gli organizzatori ci stava il comitato di quartiere. L’assessore Guido Campana offende la storia di Porta Romana e la dignità dei cittadini che si sentono presi in giro perché il comitato di quartiere che comprende Porta Romana, non sapeva nulla di quello che sta accadendo. Ho parlato anche con Leonardo De Pompa, presidente del comitato di quartiere, che ha confermato di essere totalmente estraneo alla banchettata che si terrà a Porta Romana davanti alla cantina di Schillaci. Se come afferma Campana qualcuno si è presentato a lui a nome del comitato di Porta Romana, questo non corrisponde alla verità perché il comitato di quartiere ed il presidente De Pompa sono totalmente estranei al fatto e l’assessore Campana o il sindaco Brucchi devono ritirare le autorizzazioni. Il sindaco Brucchi deve intervenire, non si può chiudere una strada per tre giorni (giovedì, venerdi, sabato), solo per fare un piacere ad una cantina creando disagi a tutte le altre attività. Signor Guido Campana basta fare favori agli amici, lei chiudendo la strada danneggia la mia attività (e non soltanto), una tabaccheria con il lotto ha il maggior guadagno proprio il giovedì e sabato quando lei ha permesso di chiudere la strada. Questa amministrazione sta distruggendo i commercianti teramani, oltre a non fare niente per aiutarli li state rovinando, il sindaco intervenga subito perché Porta Romana non può essere chiusa per interessi di una sola persona“.

 

 

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