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Teramo, biblioteca Delfico a rischio baratro: la lettera aperta di Valter Catarra

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 20:19

catarraTeramo. “Caro Direttore…”. Come tutte le lettere aperte, comincia così quella scritta dal presidente della Provincia Valter Catarra per rispondere al grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi dal direttore della Biblioteca Provinciale Delfico, Luigi Ponziani.
“Ad oggi” scrive Catarra “ho un bilancio con 4 milioni e mezzo di euro di entrate in meno rispetto al 2008, la crisi ha ridotto tutte le nostre entrate; le Province traggono le loro risorse dalle RC Auto e le vendite delle autovetture, com’è noto, sono crollate; lo stanziamento statale è diminuito di 2 milioni e mezzo. Ma il fatto più grave, da un punto di vista finanziario, sono i debiti fuori bilancio della passata amministrazione, siamo a 7 milioni e 800 mila euro: 5.675.000 li abbiamo riconosciuti, 2.200.000 li dobbiamo ancora riconoscere. Le minori entrate sommate ai debiti fanno circa 12 milioni di euro in meno. Un’enormità. Con queste premesse, sulle quali non è possibile alcuna demagogia, ci siamo assunti la responsabilità di fare delle scelte: abbiamo messo mano alla manutenzione delle strade che non veniva fatta da anni; a differenza di altri enti e fra i pochi in Italia ci siamo assunti la responsabilità di offrire un’opportunità lavorativa a quasi 100 precari. Infine, siamo nella regione che ha dovuto, contemporaneamente, risanare il buco della sanità e far fronte ad uno dei terremoti più gravi degli ultimi cento anni. Tutte questioni di cui siamo stati investiti, direi travolti nel primo anno del nostro mandato. Questo contesto non sminuisce il valore del suo ragionamento ma lo colloca in un quadro dal quale né io né lei possiamo prescindere. Quindi, salviamo la Delfico, va bene, ma da chi? Figuriamoci se vogliamo ridimensionare un presidio culturale al quale guardiamo tutti con affetto oltre che con rispetto ma, lei per primo lo sottolinea, capita pure che ci troviamo a finanziare, praticamente quasi per intero, 2 istituzioni culturali di un certo peso come la Biblioteca e l’Istituto superiore Braga. Un’anomalia rispetto al panorama nazionale dove strutture di questo tipo sono supportate da finanziamenti Statali o Regionali. E’ un’anomalia, però, che rende onore alla Provincia, alla quale spesso con molta superficialità si rimprovera di non far nulla per la cultura dimenticando la somma record che destiniamo e che serve quasi per intero a far vivere il Braga. La Provincia fa molto di più di quanto potrebbe. Sposo il suo appello: occorre un’inversione di rotta. Noi la stiamo cercando insieme ai Parlamentari, alla Regione e alla stessa Direzione del Braga, vorrei sottolineare l’impegno del Senatore Paolo Tancredi, per trasferire i costi dalla Provincia allo Stato, com’è giusto che sia per un Istituto di alta formazione. Non è l’unica cosa che abbiamo fatto. Con la riorganizzazione dell’ente, alla Biblioteca, saranno destinati 4 dipendenti a tempo indeterminato e almeno 3 a tempo determinato: una scelta significativa anche questa visto che in passato la carenza di personale è stata risolta con personale precario. Quanto al bilancio, alcune doverose precisazioni. Quando siamo arrivati nel 2009 per la Biblioteca abbiamo trovato solo 11000 Euro e con variazioni di bilancio che abbiamo fatto successivamente si è arrivati a 80000. Lo scorso anno abbiamo stanziato 46000 Euro e quest’anno ne abbiamo messi 20000 ma nessuno può davvero credere che questo è l’investimento complessivo per la Biblioteca. Dobbiamo chiudere il bilancio con le somme che abbiamo all’oggi e poi procedere con le variazioni durante l’anno. Un meccanismo contabile che ci consente però di chiudere i conti.
Questo presente è la combinazione di un passato che non ci ha visti protagonisti e voglio ragionare sul futuro che è già presente. Ci sono margini di miglioramento significativi sia nella formula gestionale sia nel potenziale progettuale che la Delfico può esprimere diventando essa stessa promotrice di progetti da presentare a finanziamento, alla Regione, al Ministero, all’Europa.
Mi creda, Direttore, nessuna sottovalutazione: qualche volta i tempi delle risposte non coincidono con le aspettative di chi legittimamente le pone ma la scala della priorità è dettata da esigenze che non consentono alternative. E di urgenze in questi due anni – dal lavoro, ai rifiuti, ai precari, ai danni delle alluvioni- ve ne sono state molte, tutte bisognose della massima attenzione”.

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