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Roseto, dopo la sconfitta il Pd rischia il commissariamento

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 1:29

ginoble_teresaRoseto. Dai vertici rosetani del Partito Democratico “mi aspetto una presa d’atto”. A dirlo è Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd, il giorno dopo il tracollo che ha visto la vittoria del centrodestra di Enio Pavone. “Il Pd dovrà ripartire da innovazione, unità e cambiamento, e a Roseto non c’è stata né innovazione né unità né cambiamento”, continua Paolucci.

Si prepara dunque la resa dei conti per il gruppo dirigente del Pd locale. Le linee che porteranno ad un cambiamento anche nello scenario teramano saranno fissate oggi in una segreteria provinciale che con un cronoprogramma a tappe forzate dovrà delineare il futuro dei Democratici. E Roseto, per forza di cose, sarà al centro del tavolo. Chiusi i taccuini, le dichiarazioni di alcuni dirigenti regionali sono anche più nette delle parole di Paolucci. Ormai si parla apertamente della possibilità di commissariamento del Pd rosetano da parte dei vertici provinciali. “Fine di un’epoca”, “taglio totale”, sono i concetti che in queste ora circolano a livello regionale e teramano sulla situazione di Roseto.
Il comunicato diffuso da Robert Verrocchio dopo la batosta del ballottaggio lascia poco spazio a interpretazioni. Il segretario provinciale parla di Roseto come un “caso su cui il Pd dovrà riflettere con estrema attenzione”. Verrocchio definisce perdente “la personalizzazione della politica locale”, e aggiunge che “stringere alleanze sin dall’inizio con le forze di centrosinistra, così come proponeva la segreteria provinciale, avrebbe probabilmente condotto ad altri risultati”.
La fase del possibile commissariamento e della transizione potrebbe essere gestita direttamente da Verrocchio a cui Paolucci avrebbe dato pieno mandato. Sul banco degli imputati, pressoché tutta la classe dirigente del Pd rosetano. “Ripartire dai giovani” la parola d’ordine.
I prossimi giorni si preannunciano molto caldi. Se lunedì Tommaso Ginoble parlava di “assunzione di responsabilità, anche da parte del sottoscritto”, ieri Celestino Salvatore si diceva a favore di una fase di riflessione “ma non a breve”. “Le mie dimissioni non sono all’ordine del giorno”, ha aggiunto Salvatore.

 

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