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‘Facciamo argine’, il Pd scende in campo: “Abbandonati dopo l’alluvione”

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 7:54

ponte_villa_ricciStrade interrotte, reti idriche allo sfascio, un’economia che stenta a ripartire. A quasi due mesi dall’alluvione che ha colpito la provincia teramana, sono ancora tanti i problemi irrisolti. Certo, il Governo ha concesso lo stato di calamità, ma cosa è cambiato nel frattempo? Esattamente nulla, secondo gli esponenti del Pd provinciale, che lanciano una campagna di sensibilizzazione dal titolo quanto mai rappresentativo: “Facciamo argine. Non siamo cittadini di serie B”.

E non è un caso che la conferenza stampa si svolga sul ponte Floriano-Villa Ricci della Provinciale 17, luogo simbolo dell’alluvione teramano per via dell’auto rimasta incastrata nella carreggiata letteralmente aperta in due.

Non siamo cittadini di serie B, dunque. Il riferimento è agli aiuti concessi dal Governo italiano, che sembrerebbero proprio aver applicato la politica dei “due pesi e due misure”.

“La Regione Veneto” spiega il segretario provinciale Robert Verrocchio “ha ottenuto un contributo di 380milioni di euro”. L’Abruzzo, invece? “Nulla” risponde il capogruppo del Pd in Provincia Ernino D’Agostino. “Anzi, hanno aggiunto la cosiddetta tassa sulle disgrazie. E’ giunto il momento di lanciare una mobilitazione per esigere rispetto. Non è accettabile che una realtà come la nostra non abbia risposte. Al momento, infatti, non è stato concesso nessun finanziamento significativo, ma si vuole imporre una norma che decapita il principio di solidarietà con l’auto-tassazione”.

“Noi non siamo cittadini di serie B” aggiunge Verrocchio “e chiediamo alle nostre istituzioni, provinciali e regionali, di battere un colpo e farsi sentire dal Governo. Solo Giuliante, che non è della nostra provincia, ha timidamente protestato, ma a livello locale nessuna parola per il nostro territorio”.

I disagi, intanto, si sentono ancora in tutta la loro forza. E se da una parte venerdì la Provincia inaugurerà il nuovo guado provvisorio sul Salinello (“speriamo solo che non piova, due gocce di pioggia potrebbero portarselo via”, è il commento generale), servono ancora 2milioni di euro per riparare i danni infrastrutturali. “Gli enti locali non sono nelle condizioni” ribadisce Verrocchio “e la Provincia non potrà mai coprire queste risorse”.

pd_alluvioneMa l’allarme più preoccupante è quello che lancia il consigliere regionale Claudio Ruffini, che spiega quali sono le ragioni del diverso trattamento applicato all’Abruzzo. In Veneto, infatti, dopo il riconoscimento dello stato di calamità (ad ottobre), è stata emessa il 13 novembre l’ordinanza con la quale sono stati assegnati gli oltre 300milioni di euro. Per quanto riguarda l’Abruzzo, invece, il riconoscimento dello stato di calamità è arrivato dopo pochi giorni, ma dell’ordinanza nemmeno l’ombra. “E non arriverà mai” dichiara Ruffini. “Gianni Chiodi è il Governatore delle bugie, perché occulta una lettera inviata dal ministro Tremonti, il quale dice chiaramente che l’ordinanza sui finanziamenti non sarà emessa fino a quando la Regione non applicherà le modifiche sulla tassazione previste dal Milleproroghe”. In sostanza, fino a quando Chiodi non applicherà nuove tasse sugli abruzzesi, il governo non concederà nemmeno un euro. “Questa è la verità e il presidente nasconde la lettera anche al suo assessore Giuliante. Vorrei una smentita a questa notizia, che io ho saputo dagli amministratori delle Regioni Marche e Basilicata (colpite anch’esse dall’alluvione, ndr)”. E mentre, appunto, Marche e Basilicata si oppongono alla famosa “tassa sulle disgrazie” a colpi di proteste e ricorsi alla Corte Costituzionale, in Abruzzo tutto tace. “Addirittura” aggiunge Ruffini “nelle Marche si è dimesso per protesta il capogruppo del Pdl. Qui, invece, sono trascorsi quasi due mesi, la stagione turistica è iniziata, ma nulla si muove”.

I Comuni colpiti, intanto, continuano a chiedere uno “scatto in avanti”, proprio in vista della stagione estiva. “Siamo a terra e non riusciamo a respirare” dichiara il primo cittadino di Pineto, Luciano Monticelli. “Ormai andiamo avanti per inerzia. E dobbiamo ancora avere dalla Regione i 400mila euro dell’emergenza terremoto”.

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