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Riserva Borsacchio, lettera aperta a Berardo Rabbuffo

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 0:09

Riserva_Naturale_BorsacchioRoseto. Ancora polemiche intorno alla Riserva del Borsacchio. Il progetto presentato in commissione regionale da Berardo Rabbuffo non piace al centrosinistra, agli ambientalisti e a molti residenti della zona interessata. Franco Sbrolla, appassionato alla storia di Roseto e tenace ambientalista ha scritto una lettera aperta al consigliere regionale Berardo Rabbuffo sottolineandogli alcune sviste e imprecisioni.

Di seguito la versione integrale della lettera:
“Carissimo Consigliere regionale, ti scrivo dopo aver ascoltato, in II Commissione regionale, gli interventi delle Associazioni ambientaliste sulla Riserva naturale Borsacchio, e le relazioni dei docenti universitari Giovanni Pacioni e Gianfranco Pironi, che hanno demolito la tua strategia finalizzata a diffondere l’ingannevole messaggio di poter migliorare la qualità della vita distruggendo il nostro ineguagliabile patrimonio ambientale.
A proposito dell’ambiente, ricorderai sicuramente l’inizio dell’anno 2006, quando eri vice-sindaco di Teramo ed affermasti che la discarica comunale La Torre non sarebbe mai crollata.
Tempo qualche giorno e crollò venerdì 17 febbraio, tanto che da allora i teramani, memori di quella data fatidica, quando ti vedono da lontano, cambiano strada oppure si toccano i “toccabili”.
E adesso è iniziato  il processo e sei imputato per diversi reati ambientali.
Ti sei ritrovato nel tritatutto anche il 21 novembre 2009, quando presentasti a Roseto la tua proposta di legge intesa a trasformare la Riserva Borsacchio in una specie di Orto botanico.
Ad attaccarti  furono  gli esponenti politici di quasi tutti i partiti, ed i numerosi cittadini intervenuti.
Come uomo politico, sei stato finora poco stabile e molto ballerino, e quando cambiasti la casacca del PdL con quella del Fli, rilasciati alla stampa la seguente dichiarazione, indirizzata al tuo ex-partito: “… un partito verticistico, autoreferenziale, un partito di nominati che non hanno più bisogno di confrontarsi col territorio perché le loro posizioni vengono garantite dall’alto. Questo sistema, che ha allontanato la classe politica dalla gente, ha facilitato il perseguimento di interessi particolari spacciandoli per interessi collettivi. Un movimento che ha ignorato la sua base, i propri sostenitori e i propri elettori. Questa non è la mia politica e non mi apparterrà mai”.  
Dal 2009 in poi, hai flirtato col sindaco Di Bonaventura, lo stratega della riperimetrazione, ma hai dimenticato che il centro-sinistra è stato promotore e primo difensore dell’area protetta, e  ne consegue che alcuni consiglieri regionali riacquisteranno la memoria al momento opportuno.
Ultimamente hai perfino cercato di allettare i tuoi ex-compagni di partito, dimenticando che il centro-destra ha sempre votato a favore della Riserva naturale Borsacchio e, durante l’approvazione della L. R. n. 34/2007, fu grazie a Benigno D’Orazio, consigliere regionale di Alleanza Nazionale, partito dal quale anche tu provieni, che la Riserva venne salvata con un emendamento presentato ad hoc e votato dal Consiglio regionale a schiacciante maggioranza.  
Sai inoltre, meglio di me, che non occorre una nuova legge, bensì un Piano di Assetto naturalistico, degno di questo nome, e l’Organo di Gestione, per risolvere alcune problematiche nel Comune di Giulianova (quartiere dell’Annunziata) e nelle frazioni di Cologna Spiaggia e di Cologna Paese.
Come Consigliere regionale, avevi anche il dovere di consultare il sito ufficiale, dove la Regione Abruzzo, nell’illustrare al mondo intero i tesori abruzzesi, così si esprime: “… la Riserva del Borsacchio è ancora un giardino fiorito da scoprire lentamente, ultimo baluardo di natura incontaminata in grado di resistere al triste fenomeno dell’avanzata incontrollata e scellerata del cemento, che ha devastato la maggior parte del litorale adriatico…”.
Hai invece criticato il Governatore dell’Abruzzo per le scelte nell’assegnazione delle deleghe, le Politiche Culturali a De Fanis e l’Ambiente a Di Dalmazio. Pensavi forse spettasse a te la poltrona dell’Ambiente perché hai sempre dimostrato di essere favorevole “ad una natura protetta”?
La tua proposta di legge, che vuoi far approvare anche a costo di “azioni eclatanti”, va sicuramente  nella giusta direzione ed arricchisce il tuo curriculum di nuovi e importanti attestati.
E pertanto chi mai potrà contrastare il riconoscimento in tuo favore dell’ambitissimo Premio Attila 2011?”

Franco Sbrolla


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