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Furti e sicurezza: le proposte di Tortoreto Bene Comune

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 19:55

Tortoreto. L’associazione civica Tortoreto Bene Comune interviene sulla tematica della sicurezza pubblica e privata che, a causa degli innumerevoli episodi di furto, coinvolge anche Tortoreto.

 

In una nota i componenti del Consiglio Direttivo hanno voluto condividere le loro riflessioni avanzando alla cittadinanza e alle istituzioni delle proposte a riguardo.

 

 

I recenti furti che hanno colpito diversi concittadini ci spingono inevitabilmente a riflettere attentamente sulla questione sicurezza senza sterili proclami – afferma il Presidente del gruppo politico Luigi Cardone. Premettendo la nostra profonda stima per il lavoro di tutte le forze dell’ordine e degli organi competenti, il nostro intervento non é critico, ma costruttivo, volto cioè a creare una rete di collaborazione ancora più efficiente tra privati e istituzioni. Per noi l’impegno politico non può essere lasciato all’improvvisazione o alla sterile critica. Per questo abbiamo chiesto informazioni ad alcuni membri del gruppo Tortoreto Sempre della ormai passata Amministrazione Richi riguardo l’attività comunale sul tema in questione nonché sui rapporti intercorsi tra il nostro Comune e gli organi preposti a tutela della cittadinanza. Certamente è stato fatto molto, ma tutto ciò non è ancora abbastanza. L’Amministrazione in questi anni ha installato numerosi dispositivi di sorveglianza e ha avviato diversi protocolli d’intesa a difesa del territorio. Il protocollo Mille occhi sulla costa, firmato nel marzo 2015, coinvolge, oltre alle forze dell’ordine, cinque istituti di vigilanza privata e mira a rendere più efficienti le politiche di sicurezza urbana, garantendo una comunicazione più fluida con le centrali operative oltre che la possibilità di fare segnalazioni che possano interessare la sicurezza pubblica, il degrado ambientale e sociale. Più recentemente il Comune ha aderito al progetto di controllo del vicinato che non prevede ronde, ma l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alle proprie abitazioni e segnalare episodi sospetti. La collaborazione tra i residenti di uno stesso quartiere è per noi fondamentale perché si instauri un clima di sicurezza generale e quindi ci auguriamo che il Comune attui questo progetto coinvolgendo i cittadini con degli incontri informativi. La realtà, tuttavia, ci costringe a ricercare ulteriori proposte per rafforzare quanto già fatto.

 

 

I ladri oggi colpiscono ogni fascia sociale – afferma il Tesoriere dell’associazione Edoardo Romero – per questo la tematica riguarda tutti in modo indistinto. Tanti possono essere i motivi che hanno portato a questa emergenza legata soprattutto a problematiche come la crisi economica, i tagli alle forze dell’ordine, l’immigrazione illimitata e il problema giustizia. Allarmi, inferriate, telecamere e altri strumenti sono sicuramente utili, ma non sufficienti e bisogna anche considerare che non tutti possono permettersi certi acquisti. Abbiamo redatto un “piano sicurezza” che poniamo all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni in modo da poterne discutere anche in futuro in un incontro pubblico.

 

 

Per quanto riguarda la sicurezza generale delle abitazioni e degli esercizi commerciali – afferma il Segretario Marco Cavatassi – si potrebbe prendere spunto dal successo del progetto pilota di vigilanza e controllo del territorio, studiato e realizzato dal gruppo Forza Italia Giulianova in collaborazione con una società di vigilanza giuliese che con ottimi risultati ha visto il coinvolgimento di diversi privati. Il territorio, inoltre, potrebbe essere diviso in quartieri o zone, attuando anche l’esistente statuto dei comitati di quartiere in modo da poter permettere ai vari gruppi di cittadini di scegliere quali strade seguire e quali spese sostenere in tema di sicurezza privata. Prossimamente proporremo anche un incontro al nuovo Commissario del Comune di Tortoreto per trattare dell’argomento e nello specifico per avere un suo parere riguardo l’istituto della polizia di prossimità che in alcune località è una realtà, mentre in altre non sembra aver raggiunto i risultati sperati”.

 

 

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