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Giulianova, Fipe-Confcommercio chiede incontro su TARI, eventi e abusivismo

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 4:42

Giulianova. La Confcommercio ammonisce il Presidente della Consulta del Commercio e l’assessore Gianluca Grimi: “ci sono tavoli di discussione ancora in essere e che non saranno chiusi fino a che non saranno date le risposte necessarie e, soprattutto, finché non saranno trovate delle soluzioni adeguate”.

Lo ha dichiarato il delegato provinciale Fipe-Confcommercio, Gianpiero D’Angelo ricordando che sulla TARI “nulla è stato prodotto finora dall’amministrazione nonostante le tante richieste fatte, anzi, abbiamo appreso che raddoppieranno, se non è già stato fatto, i passaggi per la raccolta del rifiuto indifferenziato (un rifiuto sicuramente non virtuoso ma decisamente oneroso per i contribuenti). C’è dunque l’urgente necessità di riportare chiarezza nelle tante voci di costo che compongono la bolletta dei rifiuti, ripristinare il principio che chi inquina di più paga di più ed eliminare la disparità delle tariffe fra territori limitrofi”.

Sul calendario degli eventi, il delegato provinciale FIPE spiega che “per l’ennesimo anno questo comune si affaccia alla stagione estive con la più totale assenza di programmazione turistica. Nonostante sia maggio inoltrato aspettiamo ancora una convocazione per la selezione degli eventi da svolgersi sul territorio in virtù del fatto che il termine ultimo per la presentazione delle istanze era il 31 marzo 2016 come da legge regionale. Ricordiamo che nonostante la Confcommercio, partecipando e vincendo il bando pubblico per la designazione del gestore unico degli eventi e manifestazioni, non é mai stata interpellata e non si è mai espressa su tavoli consultivi nonostante abbia dato massima disponibilità al dialogo per elaborare una strategia efficace al rilancio delle imprese e del territorio attraverso eventi mirati”.

Sulle recenti polemiche su Dehors e suolo pubblico, per D’Angelo “le posizioni portate alla ribalta negli ultimi giorni sul tema dehors e l’occupazione di suolo pubblico ci sembrano voler generare una spaccatura all’interno di categorie mosse dagli stessi interessi oltre ad una strumentalizzazione politica che troppo spesso viene fatta utilizzando chi investe sul territorio, retribuisce il lavoro, contribuisce alle entrate comunali. Chiediamo pertanto di predisporre, in sede di consulta al commercio, un tavolo di lavoro che possa esprimersi sul futuro regolamento per l’occupazione di suolo pubblico e sui dehors cercando di trovare strumenti di accelerazione e semplificazione delle procedure che spesso creano difficoltà agli operatori interessati. Inoltre, alla luce dell’importanza che i dehors dei bar e dei ristoranti in aree di pregio delle città rivestono per l’offerta turistica italiana chiediamo di operare in stretta sinergia anche con la consulta al turismo al fine di concordare le misure più idonee per valorizzare e rilanciare questa fondamentale risorsa turistica”.

Gli esercenti giuliesi sono preoccupati anche per il “ridimensionamento della stazione ferroviaria e delle fermate del frecciabianca che saranno riattivate solo da metà giugno eppure, proprio il trasporto ferroviario, sapientemente combinato con la mappa aeroportuale, potrebbe apportare un miglioramento dell’accessibilita? turistica e uno sviluppo di localita? periferiche come la nostra attraverso un mezzo di trasporto sostenibile.

Gli imprenditori ed i commercianti percepiscono come “maggiormente pericoloso per il futuro delle loro aziende non tanto le prospettive, pur nefaste, del perdurare della crisi economica, quanto la devastante ‘concorrenza’ rappresentata da chi esercita la stessa attività non attenendosi alle stesse regole. Quando si parla di commercio abusivo non parliamo, come si vuol far credere, solo degli ambulanti che vendono abbigliamento contraffatto sulle nostre spiagge ma di tutte quelle attività che insistono nello stesso settore senza il rispetto delle medesime regole generando a tutti gli effetti un mercato parallelo che indebolisce le imprese regolari. Esempi possono essere bar o ristoranti che celano circoli privati per eludere la fiscalità oppure attività si somministrazione trasformate in discoteche senza le dovute autorizzazioni o ancora, presenza di hobbisti nei mercatini che danneggiano il commercio ambulante regolare, parrucchieri o estetiste che senza licenza operano in appartamento ecc. ecc. Si chiede pertanto con urgenza all’assessore Grimi di predisporre le misure necessarie affinché gli argomenti sopra esposti diventino temi di trattazione tra la consulta al commercio ed i diretti interessati al fine di trovare al più presto una soluzione efficace e costruttiva”, conclude D’Angelo.

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