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Giulianova, assemblea pubblica per referendum contro legge elettorale

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 10:38

Giulianova. “Come in tutto l’Abruzzo, anche a Giulianova s’intende promuovere la formazione di un Comitato locale del Coordinamento (si è già costituito quello provinciale, a Teramo) con l’obiettivo di difendere e valorizzare i principi della democrazia della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, operando per attivare l’opinione pubblica, largamente inconsapevole del significato e dei contenuti del processo di riforme istituzionali in atto, e per promuovere un dibattito politico che consenta la partecipazione di tutti i cittadini e faccia avanzare la consapevolezza della posta in gioco per gli anni futuri”.

Lo ha dichiarato Antonio Marchetti del Comitato Provinciale annunciando per lunedì 18 aprile nella sede della CGIL di Giulianova in Via Matteotti 35, alle ore 18, una Assemblea Pubblica per la costituzione del Comitato di Giulianova, del Coordinamento Democrazia Costituzionale.

“Tutti si rendono conto che la democrazia non gode di buona salute nel nostro paese. Il punto di caduta è la crisi delle istituzioni rappresentative, testimoniata dalla totale perdita di fiducia degli italiani nei partiti politici e nel Parlamento. Un Parlamento addomesticato e mutilato nella rappresentatività e nella legittimazione sostanziale non ha più fornito, se non in misura marginale, canali di comunicazione efficaci con la società italiana e non costituisce più lo strumento attraverso il quale si esprime – in via principale – la sovranità popolare. Per difendere i principi della sovranità e della rappresentatività popolare, il Coordinamento propone l’organizzazione anche a Giulianova di ‘gazebo’ e ‘banchetti’ nelle piazze, per la raccolta delle firme sui referendum (è iniziata il 9 aprile in tutta Italia), affinché i cittadini possano far sentire il proprio dissenso nei confronti di una “deforma”, approvata da un parlamento di nominati, con una legge elettorale ‘porcellum’ dichiarata incostituzionale. In questa situazione il referendum abrogativo, rimane l’unico strumento di correzione, per ripristinare una partecipazione democratica effettiva, convinti come siamo dell’importanza di ciò”, conclude Marchetti.

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