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Provincia di Teramo, l’opposizione accusa: “Catarra mosso dal potere”

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 7:42

minoranza_provTeramo. Continua il botta e risposta tra maggioranza e opposizione della Provincia di Teramo. A parlare, questa volta, i consiglieri di minoranza, che intendono rendere note le motivazioni alla base dell’abbandono dell’aula nell’ultimo Consiglio provinciale.

Tre gli aggettivi che, secondo l’opposizione, contraddistinguono, infatti, la delibera approvata nella seduta di due giorni fa: illegittima, viziata e dannosa.

Più in particolare, si tratta della decisione di rescindere la partecipazione ad alcune società. Oggetto del dibattito fra parti politiche sono, soprattutto, due delle prescelte, Team ed Arpa. Società che vedono figurare, nelle dirigenze, proprio due consiglieri provinciali, Raimondo Micheli e Flaviano Montebello.

Secondo Ernino D’Agostino, capogruppo della minoranza provinciale, si tratterebbe di una delibera illegittima, in quanto differente da quella presentata in commissione. “Inoltre” precisa a riguardo, “assegna all’assessore Vannucci un compito che è di esclusiva competenza del Consiglio provinciale. Non è, infatti, possibile delegare alcuno studio ad un assessore o alla giunta”. A questo si aggiungerebbe il fatto che la delibera in questione sia stata approvata con il voto positivo dei due consiglieri sotto “accusa”, che, secondo la minoranza, avrebbero dovuto, invece, astenersi.

I consiglieri di opposizione non riescono, dunque, a capire il perché di tanta fretta in termini di approvazione. Una fretta aggravata anche dalla mancata valutazione economica e finanziaria delle società scelte e dalla mancata richiesta di parere dei partner.

“L’unico motivo che muove la maggioranza” conclude, dunque, l’opposizione provinciale “è quello della conservazione del potere. Abbandonare il Consiglio non è un segno positivo, ma speravamo prevalesse il buon senso. Ci stupisce, però, costatare che il presidente Catarra ci minacci e, anziché fare in modo di non farci uscire dall’aula, sia stato il primo ad alzare la mano in segno di voto positivo perché si andasse avanti”.

Tania Di Simone

 

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