Teramo, il Liceo Scientifico Delfico porta il latino al parco fluviale ed in villa FOTO

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 24 Giugno 2021 @ 16:08

Per il Piano Scuola Estate 2021, fortemente voluto dal Ministro Bianchi, le docenti Maria Cristina Marroni e Rosaria Persia, titolari della cattedra di lettere nel Liceo Scientifico Delfico di Teramo, hanno ideato un progetto dal nome “Latine loqui in horto”, articolato in sei incontri di due ore e mezza, a partire dalla seconda metà di giugno e fino ai primi di luglio. Dedicato alla classe 1 B, il progetto si basa sull’insegnamento ludico del latino nel Parco Fluviale e nella Villa Comunale di Teramo.

Le due docenti si sono ispirate al modello aristotelico per creare un modello di insegnamento alternativo, ripassare e potenziare lo studio della lingua latina, attraverso il contatto diretto con la natura, in due luoghi simbolo della Città di Teramo. Gli alunni hanno così ripassato le declinazioni dei sostantivi e le coniugazioni giocando a pallavolo, dando vita a una vera e propria gara. 

Inoltre ognuno ha scelto una citazione latina, dando seguito a un lavoro sui motti latini fatto durante tutto l’anno scolastico, per realizzare una propria t-shirt. Durante ogni lezione, poi, si sta affrontando un tema di carattere filosofico e si leggono passi di autori latini: si è partiti dal concetto di amicizia nel mondo romano del I secolo a.C., leggendo il Laelius De Amicitia di Cicerone, nella traduzione che dell’opera ha realizzato Emanuele Volpini, un alunno di 5 D, che ha partecipato all’incontro, spiegando agli alunni più piccoli i segreti per una buona traduzione.

“Per chiudere un anno molto complesso emotivamente ci è sembrato opportuno sperimentare una nuova modalità didattica al fine di favorire la maggiore socializzazione per i ragazzi di prima liceo, che quest’anno si sono visti in presenza molto poco, sia di potenziare una materia che molto ha sofferto con la didattica a distanza. Gli incontri si stanno rivelando molto positivi e divertenti, sia per gli alunni, ma anche per noi docenti”, afferma la professoressa Marroni.