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Silvi, culto e tradizione: si riaccende il Ciancialone

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Ultimo Aggiornamento: martedì, 28 Maggio 2019 @ 17:01

Silvi. Era la fine dell’anno 1566 quando una grande flotta di navi turche invasero la costa abruzzese saccheggiando molti paesi e contrade. Si narra che, giunti a Silvi, i turchi saccheggiarono e distrussero il porto di Cerrano. Ma non riuscirono ad entrare ad Atri e a Silvi per la buona difesa organizzata dal Duca Giovan Girolamo d’Acquaviva. A questa che è storia, si è agganciata la leggenda popolare secondo la quale i turchi, saliti dal porto di Cerrano verso il paese furono respinti fuori le mura del paese da un giovane di nome Leone, andato loro incontro con una torcia accesa che emanava un’abbagliante luce. Gli invasori, accecati e spaventati fuggirono. Il popolo disse che quello era stato un miracolo del Patrono del paese S. Leone, di cui quel coraggioso giovane portava il nome.

Da allora, ogni anno la sera della vigilia della festa patronale, per ricordare quell’evento straordinario, nella piazza del Paese si accende il Cencialone, una enorme torcia formata da tralci secchi, da fascine di paglia (in dialetto “cèncele” da cui viene il nome) e da una grande quantità di canne fatte precedentemente seccare.

Quest’anno i festeggiamenti saranno particolarmente interessanti grazie alla bella sinergia tra il dinamicissimo parroco don Gastone, il Comune rappresentato dall’assessore alla Cultura e Turismo Giuseppina Di Giovanni e l’associazione Antico Borgo marinaro a cui fanno riferimento le diverse attività turistiche (B&B) e commerciali del Paese.

PROGRAMMA. Mercoledi 29 maggio pomeriggio i quattro giorni di festa saranno aperti dalla Banda Città di Chieti che percorrerà le vie della Marina e accompagnerà la processione che porterà il busto di San Leone dalla chiesa di S. Pio di Silvi Nord fino alla piazza Marconi, dove alle 18,15 i tre parroci della città concelebreranno una solenne liturgia eucaristica animata dalla Corale P. Giovanni Lerario e dal Coro delle Voci Bianche. Alle 21 sarà dato il via a uno spettacolo pirotecnico di fuochi sul mare. Venerdi 31 alle 19 i giovani del paese porteranno in piazza ed posizioneranno il Cencialone a cui sarà dato fuoco alle 21 mentre la piazza sarà animata dai balli e dai numerosi stand gastronomici. Il 1 giugno e il 2 giugno, novità assoluta, agli appuntamenti con la gastronomia, la banda Città di Chieti, la musica e il ballo in piazza ci saranno alcuni incontri culturali organizzati dall’associazione Antico Borgo Marinaro, tra i quali spicca la presentazione del libro di Pietro Assetta Proietto “La grammatica dialettale” che si terrà domenica 2 giugno nella chiesa di S. Rocco alle 16,30. I festeggiamenti si concluderanno alle 23 con i grandiosi fuochi pirotecnici.

“Coniugare il culto del santo Patrono con la tradizione, la promozione turistica, la cultura, l’enogastronomia e il sano svago – ha detto l’assessore Giuseppina Di Giovanni – è l’obiettivo che ci siamo prefissi di raggiungere quest’anno con la festa patronale”.

“Ottima idea del parroco don Gastone – ha detto il sindaco Andrea Scordella – di cogliere l’occasione per riunire le due comunità della Marina e del Borgo antico. Anche perché il Comune è uno e il santo Patrono della città è lo stesso. Portare S. Leone alla Marina è un fatto nuovo e inedito che può contribuire a fare del nostro territorio comunale una cosa sola che favorisca la formazione di una sostanziale identità civica, culturale e sociale”.

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