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Rime toscibili: il libro di Gino Bucci, l’abruzzese fuori sede

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 1 Luglio 2022 @ 11:45

In uscita il 7 luglio per i tipi di Ricerche&Redazioni il libro di Gino Bucci, L’abruzzese fuori sede: la prima presentazione a Teramo giovedì 7 luglio, Villa Comunale ore 18:30 nell’ambito di “Teramo Natura Indomita”, con Domenico Di Felice, il Dr Antiaccademico. Si replica il giorno dopo a Loreto Aprutino, venerdì 8 luglio, Largo Bocce ore 18:30 nell’ambito del Festival “Paese Madre”, con Donatella Di Pietrantonio.

 

Altre presentazioni previste a Pescara (20 luglio, Libreria Mondadori ore 18:30), L’Aquila (22 luglio, Libreria Colacchi ore 18) e Chieti (2 agosto, Libreria De Luca ore 18:30); Capistrello (16 luglio), Cepagatti (27 luglio), Paganica (28 luglio), Fara San Martino (3 agosto), Martinsicuro (7 agosto), Collelongo (9 agosto), Giulianova (10 agosto), Bolognano (16 agosto), Torricella Peligna (19 agosto), Lanciano (30 agosto), Barisciano (3 settembre) e altre ancora.

Donatella Di Pietrantonio dedica un affettuoso pensiero a Gino nella quarta di copertina del volume:
«Seguitissimo e spassoso ambasciatore dell’Abruzzo nel mondo, Gino Bucci consegna ai lettori un gioco letterario che mescola dialetto e italiano, toponomastica e gastronomia, in una nuova Gnosi delle Fanfole esilarante e affettuosa che racconta gli abruzzesi come siamo.»

Remo Rapino nella sua prefazione al libro parla di «un geniale percorso sugli intriganti sentieri della dialettologia. Un invito lieve al ridere e al sorridere, anche di noi stessi, parlando alla mente e al cuore di tutti, al di là dei confini territoriali e delle differenze dialettali. Insomma un umile rosario di “mattità” che, di fatto, aprono alla conoscenza come alla valorizzazione dell’Abruzzo e della cultura abruzzese, che, sotto sotto, è terra misteriosa e intricata. Svelare segreti e sentimenti è come camminare a zonzo per i piccoli paesi, facendo emergere le minime anime di questi, cercando di superare un aspetto tipico del carattere abruzzese, già messo in luce da Ennio Flaiano “… quello del pudore dei propri sentimenti” o di stare, senza vergogna alcuna, dalla parte dei cafoni come insegna la scrittura di Ignazio Silone…»

E Gino nella sua introduzione: «Dice: “Ma qual è il senso di questo libro?” Vattelappesca. Spero possa far sorridere, spero possa appicciare qualche bel ricordo, spero possa mettere appetito.»

I disegni in copertina e all’interno del volume sono di Lud’d.

Gino Bucci di Martinsicuro, laureato in lettere, nel 2014 ha creato sui social la pagina “L’abruzzese fuori sede”, dove scrive di Abruzzo e tutte cose. Grazie al suo lavoro sul web ha ritirato premi, presentato cose, parlato finanche in pubblico e soprattutto ha mangiato sovente aggratise in giro per l’Abruzzo. Formatore nelle scuole, conferenziere silenzioso, quasi giornalista, scrive anche di tennis e cibo in scatola.

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