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Un master universitario per combattere la povertà: inaugurazione con Don Virginio Colmegna al Centro Studi di Scerne di Pineto

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 3:03

don virginio colmegna fotoPineto. Sono quasi 5 milioni i poveri assoluti nel nostro Paese, un numero che è cresciuto rapidamente proprio in questi ultimi anni. Secondo l’ISTAT, l’incidenza della povertà assoluta in Italia è raddoppiata dal 2005 al 2012, raggiungendo la percentuale dell’8% della popolazione. La conseguenza è che oggi, secondo gli ultimi dati disponibili, oltre 4 milioni e 800 mila persone risultano povere in termini assoluti, senza possibilità di accedere ai beni ritenuti essenziali per un livello di vita minimamente accettabile.

L’Abruzzo non fa eccezione, come dimostra la ricerca dell’ISTAT sulla povertà in Italia nel 2012. Nella nostra regione, tra il 2011 e il 2012, è aumentata sia la povertà assoluta, sia l’incidenza della povertà relativa, quest’ultima passata dal 13,4% al 16,5% della popolazione. Il dato è in linea con la media nazionale, anche se  migliore di quello che fa registrare il Mezzogiorno, dove si registrano percentuali molto più alte (Campania 25,8%, Calabria 27,4%, Puglia 28,2%, Sicilia 29,6%). Il segnale è comunque preoccupante: in Abruzzo più di 92 mila famiglie si trovano al di sotto della convenzionale “linea di povertà”, stabilita per il 2012 nell’importo di 990,88 Euro mensili per una famiglia di due componenti.

Anche la Caritas, nel suo rapporto sulle povertà 2012 in Abruzzo e Molise, conferma che stiamo vivendo un momento estremamente difficile. Le persone che si rivolgono i Centri di Ascolto delle Caritas diocesane sono per il 55,3% cittadini italiani e per il 44,7% stranieri, con un aumento del 4,5 per la componente italiana rispetto al 2011. Molto più della metà di coloro che si rivolgono alle Caritas (quasi il 68%) sono disoccupati e tra i bisogni più ricorrenti ci sono quelli legati alla povertà e ai problemi economici (32,8%), all’occupazione (25,2%) e alle problematiche abitative (11,7%).

La povertà nel nostro tempo non è più solamente un fenomeno economico, ma una vera e propria emergenza sociale, resa ancora più gravosa dalla crisi che ha investito l’Europa, e l’Italia in particolare. Essa si abbatte duramente sulle fasce deboli della popolazione e colpisce, in particolare, le famiglie con più componenti, come dimostrano i dati ISTAT, secondo i quali l’incidenza della povertà assoluta è in crescita tra le famiglie con tre (dal 4,7% al 6,6%), quattro (dal 5,2% all’8,3%) e cinque o più componenti  (dal 12,3 al 17,2%).

Oggi il contrasto alla povertà è una sfida che non riguarda più solo i Paesi in via di sviluppo, dove risiede la maggioranza della popolazione oppressa dalla povertà estrema, ma anche i Paesi industrializzati, che stanno vivendo una condizione di possibile decrescita economica, di minori opportunità, di deficit di garanzie e di mancanza di progresso.  Di questo, e della necessità di una lotta comune alla povertà,  si parlerà al Convegno “Esclusione e povertà.  Quali strategie a livello locale e nazionale?”, organizzato dal Centro Studi sull’Infanzia e l’adolescenza “don Silvio De Annuntiis” per il 4 aprile prossimo, dalle 8 e 30 alle 13 e 30,  presso la sede del Centro Studi a Scerne di Pineto.

Sono importanti le presenze fra i relatori, ad iniziare da don Virginio Colmegna, storico direttore della Caritas ambrosiana di Milano e attuale Presidente della Fondazione Casa della Carità, che terrà la lezione magistrale sul tema “Povertà: impegni per strategie comuni”. Sono previsti, inoltre,  gli interventi di Lorenzo Bontempo, dirigente regionale, esperto di politiche sociali, Pina Del Core, preside della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium”, Marco Musella, Ordinario di Economia Politica, Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “Federico II” – Napoli, Silvia Landra, Direttore Generale della Fondazione Casa della Carità Angelo Abriani di Milano, Don Marco Pagniello, Delegato regionale Caritas Abruzzo-Molise.

Ad introdurre i lavori Giovanni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, Daniele Marrama, presidente della Fondazione Banco di Napoli, sponsor del Master, S.E.Rev. Mons. Tommaso Valentinetti, vescovo di Pescara e S.E.Rev. Michele Seccia, vescovo di Teramo, Pina Martella, presidente del Centro Studi. Il Convegno è l’evento che inaugura il primo Master universitario per operatori di contrasto alla povertà, organizzato dal Centro Studi Sociali sull’Infanzia e l’Adolescenza “don Silvio De Annuntiis” e dalla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” di Roma, in collaborazione con la Delegazione Caritas Abruzzo e Molise. Si tratta di un’esperienza molto innovativa, rivolta a 30 operatori che si occupano di contrasto alla povertà, non solo abruzzesi, chiamati a sperimentare, nell’arco di un anno accademico, un nuovo percorso di qualificazione e aggiornamento che si configura fra i primi in Italia. Oggi è quanto mai necessario il coinvolgimento di responsabilità e spazi di impegno diversi, tra i quali c’è anche quello della migliore formazione possibile per tutti coloro che, da  volontari o per professione, lavorano per vincere la sfida della povertà.

 Breve profilo biografico di  don Virginio Colmegna

Don Virginio Colmegna è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1969 e nel settembre dello stesso anno ha conseguito la licenza in teologia. Dal 1969 al 1976 è stato viceparroco nel quartiere milanese della Bovisa e collaboratore dell’Azione Cattolica. Nel 1979 è nominato assistente ecclesiastico della Fuci. Negli anni Ottanta ha promosso diverse cooperative e comunità di accoglienza, principalmente nel campo della sofferenza psichica e dei minori.
Nel 1982 è entrato nell’ufficio Vita sociale e Lavoro della Curia di Milano, in qualità di assistente diocesano del Movimento dei lavoratori di Azione Cattolica, ed è nominato vicepresidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca). Nel 1990 è diventato responsabile della parrocchia “Resurrezione” di Sesto San Giovanni (Mi).
Il cardinale Carlo Maria Martini, nel 1993, lo ha designato direttore della Caritas Ambrosiana. Nel 1998 ha assunto le cariche di direttore della delegazione regionale Caritas Lombardia e di presidente dell’Agenzia solidarietà per il lavoro (Agesol) impegnata nel reinserimento lavorativo dei detenuti.
Nel 2001 è nominato vicepresidente dell’associazione Agenzia di cittadinanza. Nel 2002, il Cardinal Martini la ho nominato presidente della neonata fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” di cui tuttora è presidente. Nel 2004, ha lasciato la guida della Caritas Ambrosiana per dedicarsi a tempo pieno alla Casa della carità, inaugurata il 24 novembre.
Nel 2006 è stato nominato dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, membro dell’Advisory board, il comitato strategico voluto dallo stesso sindaco per affiancare l’amministrazione nell’affrontare i problemi della città.
È vice presidente del CeAS, Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus ed ha fondato, insieme a don Enzo Capitani, la Fondazione Sasso di Maremma, in Toscana. È consigliere indipendente del Consiglio di amministrazione di Etica SGR e membro del Comitato di sostenibilità di Eurizon Capital.
Nel giugno 2011, la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca gli ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Scienze Pedagogiche.
A gennaio 2014 ha pubblicato, per i tipi di Saggiatore, il libro “Regaliamoci speranza”. Luglio 2013. La crisi economica incalza Casa della carità, generando timori e incertezze negli ospiti, negli operatori, nei volontari. Don Virginio cerca una risposta alla disperazione che si diffonde. Chiama i collaboratori a un confronto serrato e li coinvolge in un progetto di cambiamento e di ripresa, che viene esteso alla partecipazione della cittadinanza. Inizia così l’avventura estiva in cui Casa della carità, oltre ai suoi frequentatori abituali – donne, bambini, anziani, uomini poveri tra i più poveri -, si aprirà a chiunque sia disponibile a un’esperienza comune di riflessione, anche nelle forme della convivialità e dell’intrattenimento teatrale e musicale. Un modo collettivo di dirsi “Regaliamoci speranza”. Come contrappunto, nel silenzio della cappella, don Virginio registra il diario di quelle ore, in cui riversa preoccupazioni, ragionamenti e aspettative. Invoca e sfida con ostinazione la Provvidenza. Si scontra e si riconcilia con la propria fede, non smette di interrogarla. Il percorso interiore della sua personale avventura estiva è testimoniato senza reticenze e provoca la coscienza di chi oggi subisce le difficoltà, di chi le causa, o di chi, con la propria indifferenza, le lascia perdurare.

 

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