Sant’Omero, restaurato ” Il Guerriero loricato”

Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 14:25

Sant’Omero. Dopo un lungo restauro eseguito dalla ditta Remarc di Giulianova a spese della Delegazione FAI Teramo, in collaborazione con il Comune di Sant’Omero e il ristorante Villa Corallo, sabato 1 febbraio sarà riconsegnato il ‘Guerriero loricato’.

 

 

La cerimonia di riconsegna, alla presenza dello storico dell’arte Francesco Tentarelli, della storica della Soprintendenza BSAE, Elisa Amorosi, delle autorità, dei cittadini e degli aderenti al FAI, si terrà alle ore 18 presso la ex chiesa Ss. Annunziata (chiesa Marchesale), nel centro storico di Sant’Omero. L’evento sarà presentato dalla giornalista Laura De Berardinis. La serata proseguirà alle 20.30, presso il ristorante Villa Corallo, con una cena a sostegno del FAI – Fondo Ambiente Italiano. La cena sarà allietata da uno spettacolo della scuola di danza Dreaming dance, con esibizioni dei ballerini professionisti Mara Ippoliti e Simone Di Lisio e dei piccoli Noemi Lamona e Adriano Longo. I biglietti per partecipare alla cena sono in vendita presso il punto FAI di Corso De Michetti 49, a Teramo, e al Comune di Sant’Omero.

Il Guerriero loricato di Sant’Omero: scheda critica.
Il Guerriero loricato, ossia vestito con armatura, è un pregevole manufatto in pietra calcarea, considerato ancora inedito per la critica storico artistica. La posizione distesa del milite, con la testa poggiata su un cuscino e le mani incrociate sull’inguine, dichiara palesemente una destinazione funebre della scultura. La condizione attuale di frammento erratico, rinvenuto per giunta nella campagna di Sant’Omero, non consente di rintracciare la sede originaria del manufatto, né di ricostruire la sua collocazione. Le dimensioni dell’altorilievo, così come gli spazi previsti per le staffe metalliche, spingono a ipotizzarne una funzione da coperchio (gisant) per un sarcofago posto a terra, o in alternativa per un catafalco monumentale addossato alla parete di una chiesa. In entrambi i casi si sarebbe trattato di una struttura eretta per onorare una personalità importante. L’armatura del cavaliere presenta all’altezza del petto il leone rampante degli Acquaviva. Ne possiamo dedurre che il milite raffiguri un membro della potente famiglia atriana, che dalla fine del Trecento annoverava tra i suoi possedimenti anche Sant’Omero, oppure un vassallo al suo servizio.