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Tumori nella provincia di Teramo, Mascitelli (ASR): ecco cosa dicono i dati

Ultimo Aggiornamento: martedì, 15 Maggio 2018 @ 17:00

Teramo. “Pur avendo rispetto per le dinamiche del dibattito istituzionale, l’Agenzia Sanitaria Regionale ha il dovere di fornire una informazione seria e corretta, a fronte di notizie confuse e superficiali come quelle contenute nelle dichiarazioni del Consigliere regionale Bracco che parlano da un lato di “un boom di tumori nella provincia di Teramo” e dall’altro della presunta gravissima inattività del Registro Regionale Tumori”.

 

La sottolineatura è di Alfonso Mascitelli, direttore dell’agenzia sanitaria regionale. Il Registro in Abruzzo è nato nel 2015 e in poco meno di tre anni e mezzo ha prodotto 4 studi epidemiologici, di cui l’ultimo si riferisce ai dati di incidenza del cancro in Abruzzo nell’anno 2016, distinti per sede, sesso e ambiti provinciali. Chiunque abbia un minimo di conoscenza superficiale di cosa sia e di come viene elaborato un Registro Tumori dovrebbe sapere che alla base deve esserci una rigorosa attività di verifica della qualità dei dati, in Abruzzo per fare un esempio si procede all’analisi di oltre 14.000 casi sospetti, e questo giustifica i tempi posticipati con cui vengono comunicati i dati dei Registri tumori anche di altre regioni.

L’Ultimo Report pubblicato, che è stato ripreso ampiamente dalla stampa locale, è disponibile sulla homepage dell’Agenzia Sanitaria Regionale (www.asrabruzzo.it), che evidentemente il Consigliere Bracco non ha avuto tempo di consultare ed è riferito a dati estremamente aggiornati, i dati relativi all’anno 2016, considerato da un lato, che  non è tecnicamente possibile svolgere analisi sul 2017 (non ci sono ancora i dati ufficiali dei ricoveri, che saranno resi disponibili dal Servizio Flussi Informativi dopo il 16 maggio), e, dall’altro lato, nessuno dei Registri Tumori Regionali attualmente esistenti ha pubblicato dati altrettanto recenti.

In Lombardia l’ultimo report pubblicato nella provincia di Milano è riferito al periodo 2010-2012, in Veneto i dati più recenti sono aggiornati al 2013, in Toscana al 2010, in Lazio al periodo 2010-2015. Le attività di verifica dei dati dei Registri Tumori sono infatti complesse, dovendo analizzare milioni di dati da diverse fonti, e richiedono tempo per poter rispondere ai criteri rigorosi stabiliti dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), e questo comporta che i Registri Tumori, tipicamente, svolgono analisi su dati risalenti a 3-4 anni prima. I dati contenuti nel Rapporto Nazionale AIRTUM, riferiti all’anno precedente, sono infatti frutto di proiezioni, non dati definitivi. Qualunque persona che si sia documentata in merito sa di questa problematica, e sa che il risultato raggiunto dal Registro Tumori Regionale, di riuscire a pubblicare analisi con un solo anno di ritardo, è stato eccezionale, così come è stato eccezionale in passato il fatto di essere riusciti a pubblicare i primi Report in poco tempo dall’attivazione del Registro (altre Regioni, con maggiori risorse, hanno impiegato 5-7 anni).

“Nel citato Report, che invitiamo il Consigliere a leggere con maggiore attenzione”, prosegue la nota, ” è emerso chiaramente come, nell’anno 2016, non si sia osservato un rischio complessivo più elevato di tumore per i cittadini residenti nella Provincia di Teramo rispetto al resto della popolazione italiana. In base alle stime AIOM-AIRTUM erano attesi nella Provincia di Teramo un totale di 1910 casi di tumore, ma se ne sono osservati 1831.

Nel Report, si è rilevato nella Provincia di Teramo un rischio più elevato, rispetto alla media italiana, di tumori del sistema nervoso centrale, dello stomaco e delle vie urinarie e per questi ultimi si è trattato di un risultato per ora isolato. A fronte di tali criticità, tuttavia, sono stati anche osservati, sempre nella provincia di Teramo, casi in meno, rispetto agli attesi, di tumori del polmone, di tumore della tiroide, e di tumore della prostata. Nel complesso, quindi, sono emerse e sono state correttamente evidenziate situazioni che potranno essere approfondite, come peraltro in altre Province, con le prossime analisi.

Il Consigliere regionale cita presunte fonti autorevoli di un aumento di patologie tumorali,  ma non ha fornito alcun dato a supporto di tali affermazioni. Ora, se tali dati esistono, si invita il Consigliere a renderli noti. Sarà nostro dovere esaminarli e analizzarli con quelli già inclusi nel Registro, previa verifica della qualità e della correttezza delle procedure relative alla raccolta degli stessi, al fine di evitare un “boom di confusioni”.

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