Tortoreto, vertenza Selta al Mise: la relazione dei commissari e la richiesta di cassa integrazione

Tortoreto. Due percorsi paralleli, che però hanno come obiettivo comune quello di salvare i posti di lavoro e, soprattutto, di non interrompere la continuità degli ammortizzatori sociali, in scadenza il prossimo 30 giugno.

 

Sono diversi gli elementi emersi questo pomeriggio, al Mise, in occasione del tavolo sulla vertenza della Selta. L’azienda con quattro siti produttivi (Tortoreto, Piacenza, Roma e Avellino) alle prese con una crisi molto complicata.

Da parte dei tre commissari giudiziali, nominati dal tribunale di Milano, relativamente alla richiesta di amministrazione controllata, sono arrivati alcuni spunti importanti. In primis il fatto che il management della storica azienda delle telecomunicazioni avrebbe tenuto in stand-by l’attività. Ma che al tempo stesso il marchio Selta continua a rappresentare un elemento importante sul mercato nazionale ed estero. E su questo, eventualmente, la volontà di attirare investitori, potrebbe rappresentare un fattore.

 

“I commissari giudiziali”, commenta Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, “ hanno confermato quelle che abbiamo sempre detto. Ossia che la Selta gode di un patrimonio professionale e di Know How riconosciuto sul mercato”. Il tavolo si è chiuso con la necessità di attendere gli eventi. Che sono quelli legati alla procedura di amministrazione controllata richiesta dalla proprietà della Selta. Entro lunedì i commissari giudiziari rimetteranno la loro relazione al tribunale. Poi ci saranno 20 giorni utili per esaminare il tutto e entro un mese (13 giugno), il tribunale si pronuncerà sull’accoglimento, o meno, della procedura di amministrazione controllata.

Ammortizzatori sociali. Parallelamente c’è il discorso legato alla cassa integrazione che scade il prossimo 30 giugno. Poi c’è il rischio che i dipendenti restino senza ammortizzatori sociali. “Sotto questo aspetto abbiamo chiesto al Mise di accelerare i tempi per valutare la richiesta”, prosegue D’Ignazio, “ ma ci è stato detto che bisogna attendere, ossia rispettare i termini di pronunciamento del tribunale. Solo allora si potrà chiedere il prolungamento degli ammortizzatori sociali”. Va da sé che sotto questo profilo, sarà una corsa contro il tempo per assicurare ai lavoratori una continuità temporale. Poi va ricordato, che relativamente allo stabilimento di Tortoreto, c’è anche il discorso dell’area di crisi complessa, che prevede anche la possibilità di prolungare di un ulteriore anno, la cassa integrazione.

 

Al Mise era presente anche il parlamentare Antonio Zennaro (M5S). “Quello che è emerso oggi è un quadro complesso”, sottolinea Zennaro,  “con forti elementi di criticità, il Vice Capo di Gabinetto, l’Ing. Sorial, ha ascoltato attentamene tutte le parti ed acquisito gli elementi necessari per fare in modo che il MISE possa identificare una soluzione efficace affinché vengano tutelati i posti di lavoro e preservate le risorse umane e il know-how tecnologico degli stabilimenti interessati, soprattutto quello di Tortoreto” – riferisce Zennaro.

 

 

 

I commissari, inoltre, hanno dichiarato che lavoreranno proprio per garantire la continuità aziendale e la difesa del brand Selta che è apprezzato nel settore di riferimento sia a livello nazionale che internazionale”.