Tortoreto, l’antica fonte del Vascello: genesi e la necessità del recupero

Diverse sono le interpretazioni sul nome Vascello, forse dalla conformazione del fosso incavato a forma di nave, forse dalla presenza di piante di Ciliegio selvatico (amarena) in dialetto Vascille.

 

In uno scritto di Padre Natale Cavatassi sull’origine dei linguaggi ed anche dei dialetti troviamo la parola dialettale “Vascelle” come significato di botte in legno, traduzione che riscontriamo nei vocabolari.

Il detto era : “ Na bbotte a la doghe, hune a lu cerchie e hune a lu vascelle!” da lui tradotto in un colpo alla doga, un colpo al cerchio e uno alla botte come per dire : A ciascuno la sua parte. Considerando che in questa zona vi era la chiesa medioevale di San Giorgio inter Vineas (tra le vigne) e il castello di Palme (che deriva dalla presenza e la coltivazione della vite palmense, la foglia della vite è simile al palmo di una mano).

 

Considerando che già in epoca romana, con gli scavi rinvenuti nella vista rustica delle Muracche, c’erano impianti per la lavorazione delle uve e conservazione del vino. Quindi in questa zona, nel medioevo se ne facevano largo uso di botti in legno ( che ritroviamo anche nella rievocazione medioevale del Palio delle Botti di Corropoli) per i vini, gli aceti ed anche per trasportare l’acqua della fonte del Vascello e delle altre sorgenti.

La Fonte del Vascello, nella parte esterna, dopo vari crolli è in stato di abbandono e necessita di un restauro e una valorizzazione.

(Michele Ferrante)