Teramo, poliziotto aggredito al carcere di Castrogno: la dura presa di posizione del Sappe

Ultimo Aggiornamento: sabato, 3 Ottobre 2020 @ 11:50

Teramo. Aggredito da un detenuto in regime di 416 bis.

 

Un assistente capo della polizia penitenziaria, in servizio al carcere di Castrogno a Teramo, ieri mattina è stato aggredito in un modo definito vile e per futili motivi, riportando solo una contusione al setto nasale.

La vicenda è stata raccontata dal Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria.

 

“L’ennesimo grave episodio”, si legge in una nota, “dimostra , se ancora ve n’era bisogno l’allarmante

situazione delle carceri italiane e in particolare di quello teramano ,abbandonato da tempo dall’Amministrazione Centrale e Regionale e diventato ricettacolo di detenuti riottosi, ingestibili e psichiatrici , che per effetto della miscela esplosiva determinata dal sovraffollamento delle celle (340 detenuti a fronte di una capienza di 277) e dalla endemica carenza di personale di Polizia (ben 80 unità in meno rispetto all’organico previsto) sono diventati ingovernabili”.

Nonostante l’accaduto, il Sappe lamenta che ancora non sono stati adottati provvedimenti di natura disciplinare, compreso l’allontamento del detenuto dal carcere.

“Il regime di sorveglianza particolare prevede restrizioni al trattamento e ai diritti dei detenuti ritenuti pericolosi per la sicurezza penitenziaria”, prosegue la nota. “In base all’articolo 14 bis possono essere sottoposti a regime di sorveglianza particolare per un periodo non superiore a sei mesi, che può essere prorogato più volte, ma ogni volta in misura non superiore a tre mesi, i detenuti che con i loro comportamenti compromettono la sicurezza negli istituti penitenziari, quelli che con la violenza o le intimidazioni impediscono le attività degli altri detenuti, quelli che nella vita penitenziaria mettono

in stato di soggezione altri detenuti. E invece tutto questo non avviene ,ora per il covid 19 ora perchè il soggetto detenuto non può supportare eventuale sanzioni disciplinari.

Il Governo, il Ministero della Giustizia, , non possono fare i forti con i deboli, ossia con i poliziotti, ed essere poi deboli con i forti, cioè i detenuti, i delinquenti! Non lo accettiamo. La Polizia Penitenziaria merita rispetto e per questo, se i Governanti dimostrano di non avere ancora capito quali sono i reali problemi dei penitenziari dell’ordine pubblico, non ci faremo scrupoli nel dirglielo in faccia ottobre in occasione della manifestazione nazionale forze di polizia ”: tanto nelle sezioni detentive gli agenti di Polizia penitenziaria, certo non loro e i burocrati”.