martedì, Dicembre 6, 2022
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Teramo, la mamma e gli amici in piazza Martiri per ricordare Mohamed FOTO

Si sono ritrovati in tanti oggi pomeriggio a piazza Martiri della Libertà per un momento di raccoglimento in sua memoria.

Amici, conoscenti, semplici cittadini… tutti stretti intorno al ricordo di Mohamed, il ragazzo marocchino di 15 anni, scomparso nel mare di Giulianova nella giornata di lunedì e ritrovato purtroppo senza vita questa mattina. 

Per lui sono stati accesi anche dei fumogeni: Mohamed era la mascotte del club “Spartaco Piotto” del Teramo Calcio. Presente anche la madre Rashida ed il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha abbracciato la donna a nome idealmente di tutta la cittadinanza. Mohamed viveva a Villa Mosca ed era uno studente della scuola media Zippilli.

“Di Te resterà per sempre ai tuoi amici sinceri, a tutti coloro che Ti hanno conosciuto, a tutta la nostra comunità, il ricordo di un sorriso dolce e strafottente, che nascondeva l’affanno di una vita breve ma sofferta, l’immagine dei tuoi occhi carichi di intelligenza e vitalità che proiettavano nel tuo futuro la speranza di una esistenza felice, di un sogno da realizzare di cui anche noi istituzioni avremmo dovuto farci carico – ha scritto il primo cittadino sul suo profilo Facebook – Caro piccolo Mohamed ti giunga e ti accompagni fino in cielo il dolce abbraccio della nostra, della Tua Città, lo stesso abbraccio con cui in terra continueremo a stringere mamma Rashida, la Tua famiglia, i Tuoi amici in lacrime. Ciao piccolo Mohamed, la Tua Teramo, quella che ti ha conosciuto e che ti ha voluto sinceramente bene, ovunque Tu sia, ti porterà per sempre nel suo cuore.

Teramo, la mamma e gli amici in piazza Martiri per ricordare Mohamed FOTO

IL RICORDO DELL’ARCI TERAMO. “Inaccettabile che il tuo sorriso sia stato cancellato con violenza dalle onde. Inaccettabile saperti in difficoltà mentre cercarvi aiuto proprio tu che ad ogni domanda profonda fuggivi dalla realtà della tua condizione. Quante volte la sera ti abbiamo chiesto di tornare a casa perché il giorno dopo saresti andato a scuola, quante volte ti abbiamo richiamato per il tuo comportamento adulto, maschera della tua effettiva età, ma ogni volta il tuo sorriso e le tue risposte impreviste ci hanno invaso, contagiato e ridimensionato. Siamo stati fortunati a conoscerti perchè così profondamente diverso dai tuoi coetanei, non solo per questione etnica, ma di più per lo spirito di vita, per la voglia di vita imparagonabile rispetto a chi passa le proprie giornate a trascinarsi nella noia di attività extrascolastiche mal digerite. Personalmente ti ho conosciuto due anni fa quando, a notte fonda, ti vidi risalire con agilità sui pattini verso il quartiere di Villa Mosca e da subito mi sono chiesto com’era possibile che di notte fonda un bimbo potesse girare solo per la città. La città distante, o nella migliore delle ipotesi distratta, che non ti ha protetto come invece la tua condizione avrebbe richiesto e che divertita ti ha accettato senza assumersi alcun impegno. Inutile nascondere l’ipocrisia del compianto quando della tua giornata di mare resta una domanda sorda: come sia stato possibile che con il mare mosso siete entrati in acqua in due con un materassino?. Prevale la rabbia nel sapere che i soccorritori non hanno creduto al tuo amico che li richiamava per te. Prevale il senso di ingiustizia per quello che non potrai continuare a darci, per la disuguaglianza che rende gli sforzi dei tuoi cari vani, un acre sapore amaro che toglie il sorriso, per il ghigno con il quale ti salutiamo per l’ultima volta nulla a che vedere con la tua illogica gioia”.

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