Teramo, in città la Quarto Savona 15. “Servitori dello Stato che lo Stato non ha saputo salvare” FOTO VIDEO

E’ arrivata questa mattina a Teramo la Quarto Savona 15, la blindata della scorta di Giovanni Falcone, saltata in aria lungo l’autostrada A29 nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992. In quella Fiat Croma marrone, finita in un giardino di olivi per la drammatica esplosione organizzata da Cosa Nostra, persero la vita gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

La Quarto Savona 15 resterà a Teramo fino alle 18 odierne, esposta in una teca collocata a piazza Martiri, per ricordare o far conoscere a chi quel giorno non lo ha vissuto chi è stato Falcone (e Paolo Borsellino) e l’opera di magistrati che non si sono risparmiati nella lotta alla mafia, spesso soli contro tutti. Nell’ambito del “Premio Nazionale Paolo Borsellino”, l’auto è giunta in città in occasione dell’avvicinarsi del 27esimo anniversario della strage di Capaci, con il patrocinio della Polizia di Stato e del Miur e grazie all’associazione “Falcone e Borsellino”.

Presenti il sindaco di Teramo, il Prefetto, le più alte cariche delle forze dell’ordine locali e non, oltre al vice capo della Polizia, Prefetto Luigi Savina, che questa mattina ha scoperto la teca della Quarto Savona 15 insieme a Tina Montinaro, moglie del caposcorta Antonio. Savina, che ieri ha ricevuto dall’Ateneo di Teramo l’onorificenza dell’Ordine al merito “Guido II degli Aprutini”, era presente anche nelle vesti di presidente del XXVI Premio Borsellino.

Uno dei momenti più toccanti, è stato il ricordo ed il racconto di Leonardo Guarnotta, magistrato del pool antimafia di Falcone e Borsellino. “Sono servitori dello Stato che lo Stato non ha saputo salvare – ha detto guardando commosso la Quarto Savona 15 – Un giorno facendo tardi a lavoro, Giovanni mi disse, ‘Andiamo Leonardo, togliamo il disturbo allo Stato’. Era chiaro a tutti noi che alcune Istituzioni, minoritarie, ci seguivano. Altre invece, decisamente maggioritarie, no”.

Oltre al magistrato antimafia e agli agenti della scorta, perse la vita in quel giorno che ha segnato per sempre l’Italia anche la moglie di Falcone, Francesca Morvillo. Rimasero feriti gli altri agenti della scorta che erano a bordo di una terza Fiat Croma che chiudeva il corteo. Presenti questa mattina anche il Rettore Dino Mastrocola, FIM-CISL e FIOM-CGIL di Teramo, insieme alle altre categorie sindacali ed alle strutture confederali di CGIL e CISL.

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