Stop esperimento Sox, Di Sabatino: ora messa in sicurezza dell’acquifero

“La sospensione dell’esperimento Sox, considerato il contesto e le problematiche legate alla sicurezza delle falde acquifere è comunque una scelta opportuna – dichiara il presidente Renzo Di Sabatino dopo l’annuncio da parte dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare – ma certamente non risolve nessuno dei problemi che si sono evidenziati nell’ultimo anno”.

 

Confido nel lavoro del vicepresidente regionale Giovanni Lolli e aspettiamo di conoscere le proposte sulla definitiva messa in sicurezza del sistema acquifero del Gran Sasso.

Proposte che, considerate le condivisibili preoccupazioni della comunità locale, devono essere oggetto di un’operazione ampia ed esaustiva di informazione e confronto.

Trasparenza e partecipazione sono presupposti indispensabili per fugare le ansie, contrastare la disinformazione e mantenere il dibattito su un piano di equilibrio fra le ragioni della scienza e quelle della salute”.

 

Osservatorio indipendente acqua del Gran Sasso. La rinuncia all’esperimento SOX da parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare rappresenta una buona notizia!

 

Anche se, a quanto riferito dall’Istituto, tale scelta sarebbe legata a carenze insite nell’organizzazione dell’esperimento stesso, questa rinuncia comporterà che il grado di pericolosità di quanto è stoccato all’interno dei Laboratori sotterranei non aumenti. Al tempo stesso scoprire che non si sia in grado di assicurare un elemento fondamentale ai fini dell’esperimento, rafforza i tantissimi dubbi che da sempre hanno circondato questo esperimento sin da quando è stato scoperto (perché – come sempre – si è cercato di tenere nascosta la cosa) che si stava predisponendo il trasporto di materiale radioattivo.

 

 

 

Nel concreto, però, non si è fatto nessun nuovo passo avanti verso la sicurezza: le sostanze pericolose presenti nei Laboratori sono ancora tutte lì, il problema della permeabilità di laboratori e gallerie autostradali persiste e nessun atto per la messa in sicurezza dell’acquifero è stato compiuto.

 

Sono passati 9 mesi dall’incidente dell’8/9 maggio e il caos determinatosi in quei giorni potrebbe ripetersi anche domani.

 

Apprendiamo da dichiarazioni alla stampa del Vicepresidente regionale, Giovanni Lolli, che la prossima settimana dalla Commissione regionale sull’emergenza del Gran Sasso dovrebbe uscire la proposta per la messa in sicurezza definitiva da portare al Ministero. Siamo proprio curiosi di sapere di cosa si tratta, su quali studi si basa e che scelte comporterà. E con noi, immaginiamo, lo saranno anche gli Enti che partecipano alla Commissione visto che, da quanto ci riferiscono, fino ad oggi neppure loro sanno effettivamente cosa si stia decidendo!

 

Nel frattempo la Regione, che non ha voluto nessun rappresentante della società civile nella Commissione, non ha fornito nessuna risposta all’accesso agli atti dell’Osservatorio per conoscere le ipotesi progettuale su cui si sta lavorando.