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Scuola al tempo di Covid19: la didattica a distanza dell’Istituto Teramo 4 di San Nicolò

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 27 Aprile 2020 @ 15:25

Teramo. Miriam Zippi, docente della scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo TE4 San Nicolò, racconta l’esperienza della didattica a distanza, tra nuove sfide ed emozioni.

 

“A distanza di due mesi siamo a un’emergenza sanitaria mai vista nel nostro paese con scuole chiuse per il rischio di contagio. Partiamo dal reale, dal fatto che noi qui, anche se non siamo nella zona rossa, siamo in emergenza e restiamo a casa. Noi docenti delle scuole dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo TE4 S. Nicolò siamo diventati virali più del virus per mantenere in tutti i modi una qualche relazione con i nostri bambini e le nostre bambine e tutte riduciamo la distanza come possiamo, con la passione che ci contraddistingue. Anzi è molto di più. Si chiama dolore per l’assenza della relazione educativa e amore per i nostri bambini, fosse anche un contatto con loro attraverso piccioni viaggiatori”.

“Dopo un inizio sottovoce la didattica si è colorata con feedback, attività interattive, coinvolgenti, creative, attività che realmente possono arrivare ai piccoli alunni. Le famiglie sono state molto importanti, ci hanno incoraggiato a proseguire, gli alunni si sono illuminati per i messaggi ricevuti, si sono rinvigoriti nel rinviare i materiali prodotti sulla piattaforma “Nuvola”. Bambini, genitori e docenti abitano per la prima volta sul virtuale, per non essere isolati, per mantenere i contatti, per informare, per non interrompere la continuità didattica. Una modalità di fare scuola che ha spinto i genitori a improvvisarsi insegnanti dei loro figli, mentre cercano di portare avanti anche le faccende giornaliere (lavoro, casa, scadenze): ciò da un lato ha rinsaldato il patto di corresponsabilità con la scuola, ma dall’altro ha creato disorientamento e fatica nel seguire le scelte degli insegnanti”.

La parola dei genitori. A. : “Noi genitori siamo davvero contenti e soddisfatti di avere delle maestre come voi che ci fanno sentire, in questo periodo, il dolce calore della nostra scuola”. S. “Il limite principale è la mancanza di confronto diretto, un limite insuperabile anche se momentaneo. Il beneficio è la continuità, anche se virtuale”. F. “La didattica a distanza e ci fa sentire la vostra vicinanza”.

“Un grazie con tutto il cuore ai genitori che  stanno dimostrando solerzia e responsabilità, resilienza e senso di comunità”.

“Cosa portiamo noi ai bambini? Realizziamo esperienze di didattica a distanza con uno sguardo alle competenze tenendo conto dei principi per una didattica significativa; il momento presente ci chiede una riprogettazione rispetto a quello di cui si stava pensando di fare. L’evento fondamentale in questo momento con la DAD è proprio il fatto che con le aule virtuali si entra finalmente nella scuola con una nuova agorà che è sicuramente un’agorà digitale. Quali obiettivi? Non perderci, non interrompere per troppo tempo la didattica e soprattutto favorire ed implementare una comunità educante. E’ stata una grandissima sfida perché non avevamo tutti gli strumenti necessari per affrontarla, quindi abbiamo avuto bisogno dell’impegno di tutti. Si parte dal reale, ci facciamo raccontare diari e pensieri di giorni difficili, si parla del perché stanno in casa, di come combattere il coronavirus, si narrano le storie delle feste, Pasqua, papà, mamma, si fanno quadretti di primavera, si organizzano attività in Pixel art e Coding, giochi, canzoncine, si partecipa ai contest #iorestoacasa, #siamounlibroaperto, alla giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo ecc… Facciamo anche dei video di restituzione degli elaborati dei bambini, dei tutorial, ci mettiamo insieme con loro a fare delle semplici attività. Purtroppo non possiamo restituirci la routine del quotidiano ma possiamo tenere un filo diretto con i genitori e i bambini comunicando attraverso i canali a nostra disposizione. All’interno ci sono possibilità di interazione, i bambini da casa rimandano indietro materiali, non è univoco, a senso unico, non trasmissivo, depositano pensieri, sorrisi parole, documentano la loro giornata. I video su YouTube e le registrazioni vocali sono caricati all’interno del registro elettronico di restituzione dei lavori realizzati. Nel padlet i bambini mettono le stelline per valutare un disegno di un amico, lasciano un pensiero: sto insieme al nonno, vado qualche volta a fare una passeggiata, mi mancano le maestre, mi mancano gli amici, A. Ogni giorno della settimana ha un colore perché mi piacciono tutti visto che, anche se dobbiamo stare a casa, è bello perché sto con la mia famiglia. La domenica è quello tutto colorato perché la mamma cucina le cose più buone”.

“La didattica in rete favorisce anche l’individualizzazione e la personalizzazione, con un’attenzione particolare all’inclusione. Marco (nome di fantasia) è un bambino “non verbale”, dopo la visione di un video, realizzato dall’insegnante per ricordare esperienze scolastiche con bambini che avevano legato e giocato con lui in classe, la mamma ha scritto: Ha pianto come una fontana e noi con lui, un regalo bellissimo, grazie. Rivedere i volti dei suoi amici e sentire le loro vocine, per lui è stato sicuramente stimolante ed emozionante”.

“Un grazie va al nostro Dirigente scolastico Adriana Pisciella, che sostiene e incoraggia l’innovazione pedagogica e strumentale, noi docenti sicuramente ne usciremo più ricchi, sono tante le iniziative di formazione e di scambio che sono partite. Un grazie anche all’Animatore digitale e al Team dell’innovazione dell’istituto, il gruppo si è messo a disposizione di altri per promuovere tra i colleghi la conoscenza di nuove metodologie didattiche, sperimentare insieme forme di insegnamento a distanza e coinvolgere l’intera comunità scolastica. Si cerca di mettere a fattor comune le esperienze, di fare squadra, comunità. Con la piattaforma GSuitte for Educational si fanno le dirette live e gli insegnanti parlano con i ragazzi. Lo strumento permette una programmazione più sistematica e consente nuove modalità, nuove forme di apprendimento nella migliore addizione del termine, la modalità on line. Nel nostro istituto hanno già iniziato l’esperienza gli alunni della scuola secondaria seguiti da quelli della scuola primaria e ora siamo pronti anche noi dell’infanzia. Programmiamo i Meet in accordo con i genitori in quanto dobbiamo garantire la presenza di un adulto che guida il bambino e lasciare lo spazio libero ai fratelli per partecipare alla live delle loro classi. La scuola deve pensare anche a questo”.

“Stiamo inoltre organizzando il completamento del PON Competenze di Base 2 “Creative children” in modalità sincrona, riservato agli alunni dell’ultimo anno delle scuole dell’infanzia di tutto l’istituto nei moduli di inglese e teatro. Il mio auspicio è che questa rete possa aiutare i nostri bambini a vivere meglio sia questo tempo presente, che è faticoso, ma soprattutto ci prepari a una scuola bella per il futuro del domani. In ogni caso, ci siamo messi un po’ gli uni nei panni degli altri, dirigente, insegnanti e genitori, per il benessere dei nostri bambini; è necessario rafforzare i legami, essere molto uniti, scuola territorio famiglie, studenti e anche Comune e tutti quelli che fanno parte della nostra rete in un’attenzione di manutenzione della comunità. Ognuno di noi in questo momento storico può davvero fare tanto. Grazie!”

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