Sant’Egidio, ordinanza per abbattere 88 alberi in viale Abruzzo: la lettera al sindaco

Sant’Egidio alla Vibrata. Marano Mario Viola, storico ambientalista e attivista di varie associazioni, ha diffuso una lettera aperta, inviata al sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata, Elicio Romandini, sul destino di 88 alberi da abbattere lungo viale Abruzzi.

La lettera

Ho appreso dalla stampa che lei ha firmato una ordinanza per tagliare gli 88 alberi monumentali di viale Abruzzi che vegetano in ottima salute.
Le chiedo di modificare la sua ordinanza in una nuova volontà orientata ad assicurare vita lunga agli alberi della sua città che da decenni svolgono il ruolo ecologico e sanitario di catturare lo smog e di restituire aria pulita ai suoi abitanti, di mitigare il caldo rovente estivo, di albergare gli uccelli affinché possano continuare a nidificare e ad insegnare ai pulcini a volare, cantare e cibarsi degli insetti nocivi per la salute delle persone.

Gli alberi di viale Abruzzi sono il “Patrimonio naturale” più prezioso della comunità santegidiese e lei ha il dovere di custodirlo, proteggerlo e consegnarlo in eredità alle ragazze e ai ragazzi di oggi e alle bambine e ai bambini che vedranno la luce del sole nei prossimi giorni, mesi, anni, secoli.
Gli alberi sono gli amici per eccellenza dell’umanità ed essi ci donano l’energia del vivere bene, in pienezza di spirito e resistenza fisica. Essi ci chiedono di essere lasciati liberi di svolgere il ruolo che Madre Natura ha loro affidato cioè essere al nostro fianco.
Gli alberi non possono muoversi, scegliere un altro luogo, volare e pertanto si aspettano da noi considerazione e cura. Quando vediamo che le loro radici sollevano la superficie di una strada o di un percorso pedonale, come nel caso di viale Abruzzi, ci chiedono aiuto per continuare ad assolvere la loro straordinaria missione di polmoni verdi. Le radici sono il cervello degli alberi e pertanto non vanno tagliate ma accarezzate e ricoperte con terreno vegetale pulito.

I climatologi delle Nazioni Unite chiedono alle autorità istituzionali a livello nazionale, regionale e locale la tutela integrale del patrimonio arboreo cioè la rinuncia al taglio degli alberi e l’incremento della forestazione con alberi autoctoni. Non c’è tempo da perdere! Restano pochi anni per fermare il caos climatico.
Lei, con la sua ordinanza, si colloca al di fuori della nuova civiltà ecologica rappresentata dai giovanissimi della sua città e di tutta la Terra. Pertanto la invito a revocare la sua ordinanza. Se non dovesse farlo, rischia la denuncia per aver eliminato i “polmoni verdi” violando i diritti umani della sua comunità sul piano sanitario e per l’aumento di CO2 in sede locale, come è accaduto di recente in Olanda. I giudici della Corte Suprema de L’Aja hanno condannato con sentenza definitiva lo Stato per aver violato gli artt. 2 e 8 della Convenzione Europea dei Diritti Umani. Sono gli articoli che tutelano il diritto alla vita e al benessere delle persone, diritti universali inviolabili. Per la prima volta nella storia dell’umanità, una istituzione pubblica, portata in tribunale dai suoi cittadini, viene condannata per non aver agito contro l’emergenza climatica, attraverso la riduzione dei gas serra e per non aver tutelato la salute delle persone.

Il Relatore speciale sui Diritti Umani e l’Ambiente alle Nazioni Unite, David R. Boyd ha dichiarato: “Questa è la più importante sentenza che sia stata pronunciata in merito ai cambiamenti climatici: conferma quanto i diritti umani siano messi a rischio. Questa è una vittoria per miliardi di persone più vulnerabili agli impatti devastanti della crisi climatica, è un colpo di grazia all’industria dei combustibili fossili”.

Lei, tagliando gli alberi, mette al primo posto i mezzi motorizzati che inquinano la città e priva i suoi cittadini dell’aria salubre, innalzando la percentuale di CO2 in ambito locale.
Gli alberi di viale Abruzzi ( pini, tigli) devono essere conservati con l’adozione di soluzioni dolci in linea con la bio-urbanistica.

Nella mia veste di tutore degli alberi, le indico di adottare la soluzione seguente per garantire lunga vita agli 88 alberi:
• Eliminare l’asfalto del piano stradale e dei marciapiedi senza danneggiare l’apparato radicale degli alberi;
• Posizionare il nuovo terreno vegetale attorno ad ogni albero fino a coprire le radici affioranti;
• Elevare il piano stradale e pedonale al di sopra delle radici affioranti. riducendo l’attuale doppio senso di marcia dei mezzi motorizzati in un solo senso unico con adiacente percorso pedonale (la soluzione migliore sarebbe quella di un grande viale riservato esclusivamente ai pedoni di tutte le età e alle persone con disabilità);
• Utilizzare asfalto permeabile atossico colorato (verde o giallo), evitando il catrame che produce polveri sottili e inquina le acque di superficie e di falda;
• Utilizzare la strada che costeggia il cimitero per il secondo senso di marcia per i mezzi motorizzati dalla SP n.2 a viale Marche.
Questa soluzione salva gli alberi, valorizza il viale Abruzzi, riduce l’inquinamento atmosferico e l’inquinamento da rumore e tutela l’incolumità delle persone.
Dopo il restauro, il suddetto viale Abruzzi diventerà il biglietto da visita della sua città, la porta est per i turisti diretti alla Montagna dei Fiori nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, distante appena 10 km.
La sua città possiede pochi alberi in rapporto ai 9.724 abitanti. Una città orfana di alberi non tutela la salute dei cittadini ed è un agglomerato di mattoni, cemento, ferro e asfalto.
Da ex amministratore dei Beni Comuni del mio territorio di nascita, Farindola, con delega all’Urbanistica ( seconda metà degli anni Settanta), ho tutelato 4.000 ettari di faggeta indigena.
Da assessore all’Ambiente e all’Urbanistica del Comune di adozione, Martinsicuro (metà anni Novanta, Sindaco prof. Ignazio Caputi), ho ricostituito tre pinete litoranee, rinverdito il lungomare con alberi e arbusti, salvato un pino d’Aleppo secolare, tutelato le dune costiere e fatto aderire il Comune all’Alleanza per il Clima delle Città Europee.
Ogni albero adulto, in base ad una “Scala Svizzera” ha i seguenti valori: climatico, ecologico, sanitario, commerciale. Un albero adulto, di età dai 40 ai 50 anni, ha un valore monetario complessivo di euro 20.000,00. Gli 88 alberi di Viale Abruzzi hanno il valore complessivo di euro 1.760.000,00. Forse lei e il suo staff tecnico ignorate questo metro di valutazione.
Le consiglio di consultare gli studenti, piccoli e grandi, recandosi nelle scuole della sua città, per ascoltare il loro parere che conta più di quello degli adulti perché essi rappresentano il futuro.
Gli alberi hanno anche un “valore affettivo” per le persone che li hanno messi a dimora.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti e le auguro un buon 2020. (Marano Mario Viola, responsabile Moutain Wilderness per l’Abruzzo e autore della Carta del Paesaggio per il Piano Regionale Paesaggistico del Gran Sasso).