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Pineto, lancia bottiglia incendiaria: scherzo tra amici finisce male

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 24 Gennaio 2020 @ 11:40

Sembrava un atto intimidatorio, invece si è rivelato solo uno scherzo tra amici.

Il pomeriggio del 4 gennaio scorso a Pineto alcuni passanti hanno notato una bottiglia incendiaria nel parcheggio antistante un capannone industriale, in via dell’Artigianato.

L’allarme fu tempestivo e l’immediato intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato che le fiamme provocassero danni all’immobile. Le indagini portate avanti dai carabinieri di Pineto hanno fatto luce su questo episodio, che aveva allarmato moltissimo le autorità locali e la cittadinanza in quanto si era pensato si trattasse di un atto intimidatorio nei confronti del titolare dell’attività.

Gli accertamenti dell’Arma invece hanno consentito di scoprire cosa effettivamente accadde quel pomeriggio: fu infatti semplicemente una bravata, uno scherzo tra amici.

Il titolare dell’attività, D.A.L., di 37 anni, del luogo, infatti, che in quei giorni aveva cessato l’attività ed avrebbe dovuto restituire il locale commerciale al proprietario, insieme ad alcuni amici stava provvedendo a ripristinare il capannone dandogli una pulita e una sistemazione generale. Così aveva pensato bene di fare uno scherzo ad uno dei suoi amici, che in quel momento era intento a ritinteggiare una parete esterna. Mentre quest’ultimo era sulla scala, il 37enne di nascosto si è avvicinato e ha dato fuoco alla bottiglia incendiaria per far sobbalzare il poveretto, che si sarebbe infatti spaventato a causa dell’esplosione ingenerata. Tuttavia l’esplosione non c’è stata, ed anzi si sono alzate solo fiamme che hanno spaventato i vicini.

All’arrivo della polizia stradale di Teramo e dei vigili del fuoco, D.A.L., per sua stessa ammissione, ha avuto paura di confessare lo scherzo e così ha preso piede l’ipotesi dell’atto intimidatorio di sconosciuti ai suoi danni.

Ora che i carabinieri hanno scoperto quel che accadde realmente il pomeriggio del 4 gennaio scorso, l’uomo dovrà rispondere all’autorità giudiziaria del reato di procurato allarme.

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