Notaresco, il sindaco Di Bonaventura attende dalla Regione l’ordinanza di bonifica del Cirsu

E’ attesa per questa settimana l’ordinanza della Regione per la rimozione dei rifiuti stoccati nei capannoni degli impianti di Grasciano del Cirsu.

Il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura ha avuto rassicurazioni circa l’intervento che dovrà essere eseguito, una bonifica radicale portando via le tonnellate di rifiuti organici, alcune delle quali chiuse nelle strutture da circa 3 anni. I

l problema è serio perché due settimane fa per ben due volte si sono sviluppati principi di incendio a causa della bio-combustione o autocombustione del materiale sprigionando livelli altissimi di monossido di carbonio come accertato dai carabinieri della compagnia di Giulianova. Situazione aggravatasi dopo la scoperta da parte dell’Arta di benzene tra i rifiuti, l’idrocarburo altamente tossico utilizzato nei processi chimici e che viene considerato responsabile dello sviluppo di leucemie.

E che la situazione al Cirsu sia alquanto anomala lo conferma anche il fatto che le autorizzazioni per l’utilizzo della discarica sono scadute dal 2015. Nonostante tutto in quegli impianti si è continuato a lavorare. Manca infine anche un piano di sicurezza antincendio. Tutte situazioni che sono arrivate sul tavolo della direzione rifiuti della Regione il cui responsabile, Franco Gerardini, ha esaminato in questi giorni per valutare quindi l’ipotesi di un intervento concreto di bonifica di tutta l’area.

Il primo cittadino di Notaresco, che sabato mattina ha partecipato alla manifestazione organizzata dai cittadini a difesa dell’ambiente e della salute, aspetterà fino a venerdì prossimo, giorno entro il quale spera di avere nel proprio ufficio il provvedimento della Regione che darà il via al processo di rimozione dei rifiuti. In caso contrario prenderà in considerazione l’ipotesi di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Teramo.

In Tribunale sono già arrivati i fascicoli del comando dei carabinieri di Giulianova, diretti dal maggiore Vincenzo Marzo, che ha scritto un’ampia relazione sia sulla presenza del benzene, sia sull’assenza di autorizzazioni per l’esercizio all’interno del polo tecnologico di Grasciano.