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Notaresco, bar chiuso per assembramenti: la lettera di scuse (e di ringraziamento) dell’esercente

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 29 Maggio 2020 @ 13:50

Notaresco. Una lunga lettera, per ringraziare chi lo ha sostenuto in questi giorni (dopo la chiusura del bar disposta dalla prefettura per assembramento), per coloro che hanno avviato una raccolta fondi a livello cittadino.

Ma anche nei confronti delle forze dell’ordine e delle istituzioni.

Senza mettere da parte le proprie responsabilità in un momento, dopo la lunga chiusura, certamente non semplice e che forse ha portato a sottovalutare delle situazioni che si sono generate.

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Angelo Marini, titolare del Caffè Imperiale di Notaresco ha diffuso una lettera aperta per raccontare le sue sensazioni e il suo stato d’animo e per ringraziare coloro che lo hanno sostenuto in queste settimane, anche sul piano della vicinanza umana. E per far capire che la vicenda ha accresciuto il proprio senso civico.

La lettera

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“Sono trascorsi ormai diversi giorni da quando l’attività che gestisco a Notaresco ha chiuso le porte”, scrive Angelo Marini.

“Dopo il provvedimento della prefettura che ha ulteriormente dilatato i tempi di riapertura del bar, mi sono visto sommerso da infinite dimostrazioni d’affetto da parte di tutta la comunità notareschina: amici, parenti, clienti e commercianti.

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Voglio pubblicamente ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per far sì che tale chiusura non gravasse troppo su di me e sulla mia famiglia, voglio ringraziare coloro i quali hanno messo in moto una raccolta fondi per l’intero paese.

Al contempo ci tengo però a precisare che quanto accertato dai carabinieri la sera del 18 maggio corrisponde a realtà e le mie colpe, seppur assolutamente non dolose e dovute ad un momento particolare, sono evidenti.

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Sono realmente dispiaciuto, addolorato e pentito per il mio atteggiamento immaturo e rischioso, non era mia intenzione generare disagi e dissapori che potessero dare l’idea di una persona superficiale in un momento delicato e difficile come quello che stiamo vivendo”.

Situazione difficile. “Purtroppo la situazione è stata più grande di quello che immaginavo e siamo stati, me in primis, presi dall’enfasi di una riconcessa libertà che avesse la parvenza di quella normalità ormai persa da più di due mesi; due mesi in cui chiunque si è trovato a vivere un periodo di difficoltà estrema seppur necessaria”, scrive ancora.

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“Io stesso ho dovuto trovare nuove soluzioni economiche e di vita in generale per cercare di rimanere psico fisicamente stabili in famiglia e con i miei cari ed ammetto che non sempre ci son riuscito.

Oggi sono qui e chiedo scusa per il mio atteggiamento poco consono al momento e sicuramente irrispettoso nei confronti dei carabinieri che stavano semplicemente svolgendo le proprie funzioni per far sì che la salute di tutti venisse al meglio tutelata.

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Un atteggiamento il mio, condizionato dall’indescrivibile felicità di poter di nuovo calpestare la pedana di quel bancone che da 15 anni ormai fa parte della mia essenza, come poter servire amici e clienti e tornare ad incrociare quegli sguardi pieni di gioia è stato come tornare a quando eravamo davvero spensierati.

Richiesta di poter anticipare la riapertura. “Ho fatto tutto quanto era nelle mie possibilità per far sì che il locale oggi sia nelle condizioni idonee a svolgere il servizio per il quale è abilitato, presentando tutti i documenti necessari al Comune e alle forze dell’ordine con la speranza che ci sia una diminuzione dei giorni di chiusura a me imposti”, aggiunge l’esercente.

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“Sono certo che, quando e se potrò di nuovo riaprire quella benedetta saracinesca, avrò sicuramente un atteggiamento diverso, più ligio, autorevole e coscienzioso, osservando con precisione scrupolosa tutte le leggi in vigore attualmente, quelle stesse leggi che ci hanno permesso di non finire definitivamente nel baratro più buio.

Porterò dentro me, per i miei figli e per tutti questa lezione, certo che ha contribuito fortemente ad accrescere il mio senso civico e la mia maturità che purtroppo non mi hanno contraddistinto quella sera.

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Sono sinceramente pentito e non lo dico solo per le conseguenze economiche inevitabili che questa chiusura ha generato, ma anche e soprattutto perché sono consapevole di aver messo in pericolo la sicurezza mia, della mia famiglia e di tutti quei clienti, soprattutto di quelli più giovani ai quali avrei dovuto far da padre e non da esempio negativo.

Quindici anni fa avevo un sogno e l’ho realizzato, oggi, per errore mio sto rischiando di vederlo svanire nel nulla ed il desiderio più grande che ho e di incrociare ancora quegli sguardi felici dei miei clienti mentre porgo loro un buon caffè.

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Ringrazio i Carabinieri di Notaresco e tutte le istituzioni che con buon senso e vicinanza non mi hanno mai lasciato solo”.

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