Morro d’Oro, iniziato al “Mazzini” il percorso per salvare buona parte del piede dell’operaio ferito

Morro d’Oro. E’ stato sottoposto al primo intervento chirurgico, A.P. l’operaio dio 52 anni vittima ieri di un grave incidente sul lavoro nello stabilimento della Cordivari.

 

Il paziente, che sarà sottoposto ad un particolare protocollo ricostruttivo, potrebbe salvare la funzionalità di buona parte del piede ferito.

All’ospedale Mazzini di Teramo, all’uomo, dopo i primi accertamenti eseguiti dalla dottoressa Chiara Massaccesi e dall’ortopedico dott. Pierpaolo Paolini, dal chirurgo generale dott. Gabriele cacciatore e dal chiurgo vascolare dott. Filippo Gianfelice, veniva rilevato un trave trauma da scuoiamento del piede destro, con perdita pressochè completa di tutta la copertura dermocutanea, con esposizione ossea, vascolare e tendinea.

 

 

Dopo un consulto tra i Direttori del Pronto Soccorso (Dott.ssa Rita Rossi), dell’Ortopedia (Dott. Franco Villani), della Chirurgia Generale, (Dott. Maurizio Brucchi),  e il Chirurgo plastico Dott. Guido Torresini, si decideva di contattare dapprima il Centro di Chirurgia della mano e Microchirurgia delle Molinette di Ancona per valutare un eventuale reimpianto microchirurgico della copertura dermocutanea.

In seguito a tale consulto è stata constatata l’inutilità di eseguire questo tipo di intervento, si è deciso  quindi tenere il paziente al “Mazzini” di Teramo, per iniziare un protocollo ricostruttivo concordato tra i vari specialisti (Ortopedici, Chirurghi generali, Chirurgo plastico) che si baserà su una serie di interventi e trattamenti sequenziali  (amputazioni parziali, revisioni plastiche, medicazioni avanzate, VAC therapy, innesti dermici  ingegnerizzati,  omoinnesti cutanei ed eventuali lembi cosiddetti  “ad isola”) che rappresentano attualmente il gold standard per questo tipo di traumi con perdita di sostanza degli arti.

Già in data odierna il paziente è stato sottoposto al primo intervento  programmato da parte del Dott. Franco Villani e del Dott. Guido Torresini.

E’ chiaro che sarà una procedura complessa e lunga , ma che permetterà al paziente, se tutto procederà per il meglio,  di salvare buona parte del piede con la possibilità di un ottimo recupero funzionale finale.