Martinsicuro, lavoratori della Veco senza stipendi. I sindacati: serve accelerazione per la cassa integrazione

Martinsicuro. Dal 23 gennaio è stato dichiarato il fallimento della Veco e da quella data è tutto fermo. Dall’attività produttiva e al pagamento della cassa integrazione dei 52 dipendenti rimasti a libro paga della storica fonderia.

 

Tutto ruota, in ordine all’attivazione degli ammortizzatori sociali, alla necessità di modificare la ratio della cassa integrazione: da quella legata all’area di crisi complessa Vibrata-Tronto a quella cessazione dell’attività, come per il caso della Veco. La procedura necessità di un passaggio al Mise per la sottoscrizione dell’accordo e una successiva  approvazione da parte del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo Economico.

 

“Lungaggini burocratiche”, fanno sapere i rappresentanti delle sigle Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, “che rischiano di far passare altro tempo, continuando a lasciare i lavoratori senza nessuna forma di sussistenza. Il pagamento della cassa sarà retroattivo, ma nel frattempo in tanti non sanno più di cosa vivere ed i tre mesi che si teme si dovranno aspettare prima che arrivino i soldi sono tanto, troppo tempo.

L’emergenza sanitaria in corso, tra l’altro, rischia di complicare ancor di più la situazione ed accrescere i problemi economici dei lavoratori. È necessario quindi, prima che sia troppo tardi, che la politica locale –a partire dai Parlamentari eletti in provincia di Teramo e da Assessori e Consiglieri regionali– si attivi affinché arrivi prima possibile la convocazione del Ministero e altrettanto rapidamente venga approvata e messa in pagamento dall’INPS di Teramo, la cassa integrazione.

I lavoratori della Veco non possono essere lasciati soli: è arrivato il momento di attivarsi affinché anche loro abbiano qualcosa di cui vivere”.