Giulianova, oasi naturalistica del Tordino entro il 2020

Ultimo Aggiornamento: martedì, 31 Dicembre 2019 @ 11:22

Lasciato in sospeso, il progetto di istituzione dell’oasi naturalistica della foce del fiume Tordino verrà ripreso e portato avanti su iniziativa dell’associazione Amici del Parco Annunziata e dallo stesso comitato di quartiere, rappresentato da Sandro Brandimarte, con la collaborazione dei Comuni di Giulianova e Roseto.

Con oltre 100 specie di volatili, alcune delle quali anche rare da queste parti come il piccolo martin pescatore, le spatole o le cicogne, e una flora tipica delle aree salmastre e paludose, negli ultimi 10 anni questo tratto di fiume Tordino è diventato anche luogo di “sosta” per piccoli stormi di uccelli migratori.

Non solo, visto che tra il verde e le acque del fiume si nascondono anche rettili rari da incontrare come la Ntrix Tassellata, o biscia tassellata che purtroppo a volte viene uccisa perché scambiata per la velenosa vipera. Sulla carta non esiste ad oggi l’oasi naturalistica del Tordino. Anche se alla Provincia di Teramo è stato consegnato qualche tempo fa un fascicolo con richiesta specifica di istituzione dell’area protetta, estendendo inoltre i confini di divieto di caccia lungo un tratto di almeno 4 chilometri, tra la foce stessa e la zona dell’entroterra per evitare che le doppiette abbattano i germani reali.

Lo scorso anno la popolazione di anatre fu quasi dimezzata. Quest’anno per fortuna è andata meglio anche se si sono registrati furti di uova dai nidi dei germani reali nella scorsa primavera.

L’istituzione dell’oasi naturalistica consentirebbe di avere un organo di gestione, di varare un regolamento, di accedere dei finanziamenti per interventi di valorizzazione adottando anche sistemi di sicurezza come la videosorveglianza e la sistemazione di fototrappole contro il bracconaggio che purtroppo ancora c’è. Brandimarte, sostenuto da alcuni amici, è pronto a portare avanti il suo progetto, sperando che gli amministratori locali facciano la loro parte. Perché istituire l’oasi significherebbe anche avere una carta in più per il turismo sostenibile.