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Covid Hospital Atri e fase 2: le proposte dei consiglieri Basilico e Marcone

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 23 Aprile 2020 @ 12:16

Atri. Il Consigliere Comunale di Abruzzo Civico, Paolo Basilico, insieme a Giammarco Marcone, consigliere Comunale di Atri Civica, replicano a quanto dichiarato giorni fa dal consigliere regionale Toni Di Gianvittorio sull’Ospedale Covid S. Liberatore di Atri.

 

“La fase 2”, puntualizzano i due consiglieri comunali “non è una questione solo locale ma è Nazionale ed Atri, ancora una volta, potrebbe essere un esempio e un laboratorio anche in questo senso anche come esempio nazionale di riconversione. Al Consigliere Di Gianvittorio, nel riconoscergli l’apprezzamento che egli rivolge al nostro nosocomio e al lavoro che Medici, infermieri e operatori tutti stanno svolgendo dall’inizio di questa epidemia, vogliamo però porre alcune domande in relazione all’eventualità del trasferimento del reparto Covid nella parte ‘Vecchia’ del nosocomio e di conseguenza separarla, come è giusto che sia per evitare contagi, distintamente da quella ‘Nuova’ “.

“Nella parte ‘Vecchia'”, continuano Basilico e Marcone, “oggi sono presenti: al piano terra, il blocco di Radiologia, il Centro Trasfusionale e la Farmacia; al primo piano, i reparti di Pediatria, Elettroencefalografia e il Centro Prelievi; al secondo piano, i reparti di Cardiologia e Psichiatria; al terzo piano, i reparti di Medicina Generale e Lungodegenza; al quarto piano, il reparto di Diabetologia. Dove verrebbero trasferiti? Vista che questa situazione perdurerà, sicuramente, per un lungo periodo, perché non pensare a una struttura al di fuori del nosocomio, interamente ed esclusivamente dedicata al Covid come già accaduto per Pescara, Teramo, Giulianova e L’Aquila? Perché non prendere in considerazione la struttura sita a Villa Ferretti, ovvero la sede del Centro Ex GEI Spiga di proprietà della Regione Abruzzo, o l’ex Istituto Ricciconti che dista 100 metri circa dal S. Liberatore, con ricollocazione di coloro che attualmente fruiscono di tali strutture. Pensiamo che potrebbero essere delle soluzioni importanti che invitiamo a prendere in considerazione”.

I consiglieri di Abruzzo Civico e di Atri Civica in conclusione si rivolgono al primo cittadino della città ducale, Piergiorgio Ferretti. “Sapeva che il nostro Presidio era individuato come Covid Hospital? Si è fatto spiegare le motivazioni di questa determinazione così penalizzante rispetto ai presidi “preservati”, visto che non le conosce nessuno? Ha fatto osservazioni / obiezioni (tra l’altro è anche Autorità Sanitaria Locale) come ha fatto qualcun altro per altri Presidi espressamente preservati, senza tacere che il Sindaco di Teramo si è fatto ben sanificare il “suo” ospedale? Ha avuto garanzie (non chiacchiere e bla bla per favore) e quali, posto che si prepara la cosiddetta fase due di cui si ignora la durata e nella quale, pare, che quel che è stato creato Covid resterà Covid (insomma i sanatori di un tempo), con buona pace della insipida retorica che circola?”.

 

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