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Corropoli, scolaresca di Arquata in visita al museo di Ripoli dove vengono restaurati 3 dipinti

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Aprile 2018 @ 14:48

Corropoli. E’ una storia che parte da lontano, affonda le radici nel neolitico, quando l’Abruzzo e le Marche erano un’unica regione preistorica.

 

Circa 7000 anni fa, nell’area medio adriatica erano diffusi i villaggi di agricoltori e allevatori che condividevano la stessa Cultura, che ha il nome del sito archeologico di Ripoli, nel comune teramano di Corropoli, scoperto a fine ottocento dall’archeologo Concezio Rosa.

Anche quindi nel segno di un passato straordinario e condiviso, oggi gli alunni di Arquata del Tronto , hanno visitato il cantiere di restauro, nel Parco Archeologico e Museo di Ripoli a Corropoli, potendo così fruire direttamente degli interventi diagnostici e delle operazioni conservative in corso su importanti opere d’arte danneggiate dal terremoto e provenienti dalla Chiesa di San Francesco e dalla Chiesa della SS. Annunziata di Arquata del Tronto (“Madonna con Sindone e Angeli ” XVII sec., “San Carlo Borromeo” XVII sec., “Annunciazione” XVI sec.). Tre mirabili dipinti a olio recuperati dalle macerie, grazie alla professionalità dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno, dei Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale della regione Marche e Abruzzo e della Protezione Civile.

I giovani alunni sono stati accompagnati dagli esperti restauratori Michele Aureli, Serena Petrelli e Davide Di Silvestro alla scoperta dei tre progetti di restauro, diretti scientificamente dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, nonché delle relative indagini diagnostiche eseguite da Art&co spin-off dell’Università di Camerino, così da rendere fruibili ad essi le opere in corso di restauro, prima della loro restituzione alle istituzioni di appartenenza.

L’iniziativa, ideata e promossa dal Comune di Corropoli, retto dal Sindaco Umberto D’ Annuntiis, e da Italico onlus, e subito accolta positivamente da Patrizia Palanca, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo del Tronto e Valfluvione, ha come obiettivo di garantire agli alunni di Arquata del Tronto la corretta e gratuita fruizione di un eccezionale patrimonio del loro territorio, in un autentico percorso di educazione al bello, e in un’atmosfera di confronto e socializzazione.

E’ stata una occasione rara, perché al momento non sono molte le opere d’arte in corso di restauro (sebbene i beni mobili recuperati dopo il terremoto in Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, sono oltre 30mila e rappresentano un’ importante fetta del patrimonio storico, artistico, archeologico e archivistico italiano.), e utile per gli studenti che hanno condiviso con i propri coetanei emozioni e personali interpretazioni delle opere analizzate, in un contatto diretto favorito dall’interazione con professionalità esperte.

L’iniziativa ha, quindi, consentito agli alunni di Arquata del Tronto, come già anche a quelli di Corropoli, di ritornare ad ammirare opere significative del comune patrimonio artistico, che altrimenti è molto difficile valorizzare in una situazione ancora delicata per i cittadini e i territori colpiti dal sisma. Le attività di valorizzazione e fruizione dei suddetti beni culturali si svolgono altresì in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo.

All’incontro hanno partecipato anche Don Nazareno Gaspari, Parroco di Arquata del Tronto, i docenti Alberto Azzara e Marina Buccuccia e Giuseppe Luciani dell’Istituto Comprensivo del Tronto e Valfluvione, e Maurilio Migliorati e Dino Di Berardino, rispettivamente presidente e direttore artistico di Italico onlus.

 

 

 

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