Controguerra, al via i due giorni di sciopero all’Avi Coop (gruppo Amadori) FOTO

Controguerra. Da questa mattina i lavoratori dell’Avi Coop di Controguerra, che fa capo al gruppo Amadori, hanno proclamato di comune accordo con le sigle sindacali CGIL – CISL – UIL lo stato di sciopero sindacale per due giorni con 8 ore per ogni turno di lavoro.

 

La protesta è determinata dalle condizioni di lavoro estremamente pesanti, di per se si tratta di un lavoro piuttosto usurante dove non verrebbero attivate da parte della proprietà le misure di prevenzione che garantirebbero alle maestranze una situazione lavorativa di tutela della salute.

I lavoratori, attraverso i sindacati, avevano chiesto di variare i ritmi e carichi di lavoro e di avere le pause riconosciute all’interno dell’orario di lavoro. L’azienda per tutta risposta ha dichiarato invece di voler rimodulare l’attuale sistema delle pause introducendo sei pause di otto minuti ciascuna e tutte a recupero.

Questa mattina presto, i lavoratori hanno ricevuto la visita e la solidarietà dell’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, del sindaco di Controguerra Franco Carletta e del vicesindaco Fabrizio Di Bonaventura. Insieme si è stabilito di attivare un incontro tra la proprietà e le sigle sindacali nella sala consiliare del comune di Controguerra. Il tavolo è previsto per il giorno mercoledì 28 Novembre alle ore 16:00.

Vicinanza e solidarietà anche da parte della Consigliera di Parità della Provincia di Teramo, Monica Brandiferri: “Mi auguro che, nel più breve tempo possibile, venga trovata una soluzione da parte di tutti gli operatori coinvolti, per far sì che gli operai possano tornare alle loro normali attività. Un ambiente lavorativo caratterizzato dal contrasto di qualsiasi forma di discriminazione in cui prevale il rapporto umano tra datore di lavoro e operaio e tra gli stessi colleghi o si riescono a gestire le situazioni di stress possono solo favorire l’ottimizzazione della produttività e migliorare di conseguenza l’efficienza delle prestazioni lavorative. Non basta avere un buon stipendio se le condizioni di lavoro non favoriscono un livello di benessere psico-fisico sufficiente per vivere con serenità le ore trascorse in azienda, che rappresentano una quota importante della vita di un lavoratore”, chiosa la consigliera.