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Alba Adriatica, reddito di cittadinanza e Puc: i numeri e i percorsi attivati dal Comune

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 6 Febbraio 2020 @ 15:04

Alba Adriatica. Ad Alba Adriatica sono 308 i percettori di reddito di cittadinanza. Settantanove di questi sono i nuclei familiari inviati dall’Inps e presi in carico dal servizio sociale del Comune di Alba Adriatica per l’attuazione del progetto che prende il nome di “patto di inclusione sociale”.

 

 

A fornire i dati è il sindaco Antonietta Casciotti dopo la richiesta di informazioni pervenuta dagli attivisti del M5S, che avevano chiesto di relazionare in consiglio comunale. L’Ente, nella sostanza, ha anticipato la tempistica, fornendo numeri e progettualità anche in ordine all’approvazione dei cosiddetti PUC, il progetto utili alla collettività a beneficio dei percettori del reddito di cittadinanza.

“Il Comune di Alba Adriatica”, scrive la Casciotti, ” ritenendo che l’inclusione sociale sia fondamentale per i beneficiari di una misura di contrasto alla povertà ha attivato tempestivamente i canali per l’avvio della selezione dei beneficiari del sostegno economico al fine dell’approvazione dei PUC “Progetti utili alla Collettività””.

I dati. I due dati di riferimento che investono la realtà cittadina sono due: i percettori di reddito di cittadinanza (308), e i nuclei familiari (79) presi in carico dai servizi sociali per l’attuazione del patto di inclusione sociale.

“Il progetto”, prosegue il sindaco, “prima di essere attivato, è preceduto, da un necessario passaggio che prende il nome di “analisi preliminare” finalizzato a valutare le vulnerabilità e i fattori di forza del nucleo familiare su cui lavorare.

 

Il servizio sciale ha già effettuato l’analisi preliminare per 40 nuclei familiari come rilevabile dalla piattaforma GEPI e per gli stessi si sta procedendo alla definizione del patto di inclusione sociale e nel rispetto delle normativa vigente si sta adoperando per predisporre dei PUC che potranno afferire a diversi ambiti: culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e tutela dei beni comuni per un monte ore che varia da 8 a 16 ore settimanali.

I Puc saranno attivati prestando particolare attenzione alle attitudini e propensioni dei beneficiari che non andranno a sostituire personale dipendente e saranno assicurati dall’Ente attraverso l’INAIL che si farà carico degli oneri derivanti da tale assicurazione. Si prevede inoltre la possibilità di aprire i progetti utili alla collettività ai beneficiari del reddito di cittadinanza che sono stati indirizzati alla realizzazione del patto per il lavoro con i centri per l’impiego”.

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