Alba Adriatica, mareggiata: zona nord in ginocchio. La rabbia dei balneari FOTO VIDEO

Alba Adriatica. Rabbia, delusione e accuse dirette alle istituzioni (Regione in primis), incapaci, dopo anni, di elaborare una strategia efficace, che non può non essere il ricorso alle barriere rigide.

 

La stagione balneare più incerta della storia recente ancora deve partire. I turisti non sono ancora arrivati. Ma è arrivata una mareggiata, da levante, che è tornata ad inghiottire metri di sabbia sul litorale nord di Alba Adriatica. I titolari degli chalet, che da poco avevano compensato i danni della mareggiata di novembre, oggi sono tornati a vivere un incubo. Quello di un fenomeno erosivo che non si attenua e che mette a rischio la sopravvivenza degli operatori di quella zona.

 

Il mare da levante, con una mareggiata in ogni caso non paragonabile a quella dello scorso autunno, si è fatta sentire anche più a sud dove alcuni operatori, che avevano già attrezzato la spiaggia per la stagione, hanno dovuto togliere un paio di file di ombrelloni. Piove sul bagnato verrebbe da dire. L’erosione, le mareggiate devastanti, i fondi spesi per rimettere in sesto le strutture danneggiate e un maxi-ripascimento promesso e atteso, ma che alla fine sarà un misero ripristino di una spiaggia azzerata che servirà a poco.

“Siamo stanchi degli spot, delle passerelle infruttuose e degli annunci, puntualmente disattesi”, ripetono in coro i titolari delle concessioni della zona nord di Alba Adriatica. “La verità è che a distanza di anni, la Regione non ha in mano nulla e continua a perseguire strade che non risolvono il problema.

 

Qui servono barriere rigide, mentre si percorrono altre strade. Così facendo si dimostra l’incompetenza nel risolvere il problema che mette a rischio la sopravvivenza delle attività di questo tratto”. Il mare di oggi, in alcuni casi, è tornato non solo ad azzerare la spiaggia, ma a minacciare gli stabilimenti, rimessi a nuovo dopo i danni subiti nel 2019. “Invitiamo l’assessore regionale Mauro Febbo a farsi un giro da queste parti”, aggiungono,” e dirci come si può fare turismo in queste condizioni”.