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Alba Adriatica, l’ostello della gioventù: l’esempio virtuoso nella pubblicazione delle Ferrovie

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 28 Marzo 2018 @ 22:29

L’esempio di Alba Adriatica come modello per il riuso sociale delle stazioni e degli immobili ferroviari. Strutture, in parte dismesse dalle Ferrovie, ma nella sostanza rilanciate ad una nuova vita per progetti e attività, culturali, turistiche e di sostenibilità.

 

Sono oltre 450 le stazioni ferroviarie, o locali di pertinenza, che in Italia fanno parte del patrimonio immobiliare destinato ad altre finalità, affidate in comodato ad enti locali, fondazioni e associazioni. Tra le migliori espressioni di questo percorso c’è, senza ombra di dubbio, l’esempio di Alba Adriatica, dove la Pro loco ha realizzato un ostello. Esperienze che sono state raccolte in un volume dal titolo “stazioni impresenziate”, presentato nei giorni scorsi a Milano.

 

A raccontarlo, Ilaria Maggiorotti, responsabile asset immobiliari di Rete Ferroviaria Italiana, che ha illustrato come questi progetti creino valore culturale, sociale ed economico per il territorio di riferimento.

 

Il libro raccoglie i casi più virtuosi, circa 90 stazioni in 18 regioni italiane. Esempi concreti di come l’assegnazione di questi spazi ha generato esperienze con impatti importanti, sul territorio, in ambito sociale. Questo nuovo modello di gestione degli immobili garantisce, tra l’altro, il cosiddetto “presenziamento” degli edifici e la loro rigenerazione anche in termini di riqualificazione architettonica e decoro.

 

Tra gli esempi più virtuosi ci sono i casi di Alba Adriatica e di Pineto. Nel primo caso sede dell’associazione Pro loco e poi teatro del progetto ostello. Nel secondo caso la collocazione di un’associazione di volontariato.

 

Un ostello per arginare il degrado. È questo il capitolo del volume dedicato alla stazione di Alba Adriatica, dove l’ex appartamento del capostazione è stato trasformato in una struttura ricettiva in un’operazione antidegrado, che nel 2017 ha ospitato complessivamente 3mila persone.

“L’ostello ha infatti aperto nel giugno 2017″, si legge nella pubblicazione, ” dopo che i volontari sono riusciti a raccogliere i fondi per i lavori necessari a realizzare la struttura ricettiva. Gli ospiti per ora arrivano quasi tutti attraverso le piattaforme di prenotazione online con il pagamento di 20 euro a notte, inclusa prima colazione, il Wi-Fi e le lenzuola”.

Agli ospiti è offerta anche la possibilità di noleggiare una bicicletta tra quelle con il simbolo dell’ostello che sono custodite all’ingresso della stazione. Il servizio di consegna delle chiavi ora viene svolto dai volontari della Pro Loco, mentre per la preparazione e l’offerta delle colazioni è stato coinvolto nel progetto il vicino bar”.

Poi viene lodato e valorizzato il modo con il quale lo spazio è stato arredato, con oggetti riciclati e le decorazioni delle pareti.

 

Nella stessa pubblicazione trova ospitalità anche l’esempio della stazione ferroviaria di Pineto, dove l’associazione Pros Onlus ha dato vita ad una “sede strategica” per l’assistenza socio-sanitaria.

 

 

 

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