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Alba Adriatica, la replica del Gattopardo: il problema è l’insofferenza di chi non sopporta l’esuberanza dei giovani

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 29 Luglio 2019 @ 20:21

Alba Adriatica. La proprietà del Gattopardo passa al contrattacco.

 

La nota diffusa nelle ultime ore dall’associazione “Giustizia & Sicurezza” (che ha chiesto al sindaco di emettere un’ordinanza di chiusura della discoteca per garantire i lavori di insonorizzazione), non è stata gradita dai gestori dello storico locale di Alba Adriatica.

La replica è affidata ad una nota dell’avvocato Fabrizio Antenucci, legale del Gattopardo, che parla di stupore per la sortita dell’associazione.

 

” I referenti dell’associazione, ” si legge nella replica, “dovrebbero astenersi dal riportare pedissequamente le immancabili lamentele che altrettanto immancabilmente si accompagnano ad un locale splendido e unico della costa abruzzese il quale così tanto contribuisce a far conoscere, turisticamente e non solo, la nostra località in Italia e all’estero.

 

 

Parliamo di una struttura storica immersa in un parco secolare, straordinaria location selezionata da primarie agenzie nazionali per eventi di gusto e raffinatezza.

Dotata di ogni tecnologia di controllo del suono e assistita, in occasione di ogni evento, da una squadra di polizia privata composta da almeno venti membri che garantiscono una sicurezza ed un controllo maggiori del territorio rispetto a quando la stessa non è operativa.

 

 

Siamo ad Alba Adriatica, nota località turistica da sempre preferita da un turismo giovane e desideroso di svagarsi e divertirsi. come è giusto che sia durante le vacanze estive.

“Ed ecco il problema”, prosegue la proprietà, “ non solo ad Alba Adriatica ma più in generale in tutto il Paese Italia, il dramma non è affatto la musica appena udibile nelle notti del sabato sera. Non è il vociare di ragazzi che lasciano il locale. Il problema è l’insofferenza e la tristezza delle persone che non sopportano l’esuberanza dei giovani; che osservano in cagnesco il “loro orticello” (che poi non è affatto il loro) costituito dalla strada sotto casa invasa una sera a settimana da orde di ragazzi e perché no, da signori e signore più o meno attempate, che vogliono soltanto divertirsi in modo sano e naturale.

In una società in cui troppo spesso l’invidia e l’insofferenza nei confronti del prossimo ispirano le azioni di troppi individui il risultato sarà sempre il medesimo: il lamento diffuso che spesso trae in scacco anche le istituzioni.

Dunque che facciano pure. Che i tristi e gli insofferenti si lamentino come da loro natura.

Ma non pretendano di chiedere la “giustizia” poiché quel che da loro è agognato, null’altro sarebbe se non un autentico  e triste sopruso in danno degli altri”.

 

 

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