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Alba Adriatica, la lettera di Renato Rasicci al reparto di neurologia del Mazzini

Ultimo Aggiornamento: domenica, 25 Febbraio 2018 @ 17:56

Alba Adriatica, Ora sta decisamente meglio e la situazione è decisamente migliorata rispetto ai momenti immediatamente successivi ai quali aveva accusato un malore.

 

Situazione che aveva generato più di un’apprensione da parte dei familiari, ma dei tanti che lo conoscono. Dal letto di ospedale, però, Renato Rasicci, ex vice-presidente della Provincia, politico e professionista stimato, ha voluto ringraziare con una lettera aperta la professionalità dell’intero staff medico e infermieristico del reparto di neurologia del Mazzini di Teramo.

 

La lettera

 

“Grazie. Ripeto: grazie. E ancora: grazie”; scrive Rasicci. “ E non vuole essere un ringraziamento di circostanza, il mio, né una semplice testimonianza di gratitudine. Io voglio dire grazie. E lo voglio fare con tutta la forza di chi sa, perché la vita l’ha sottoposto ad una prova importante, di aver incontrato medici competenti e infermieri preparati, in un reparto nel quale l’impegno per la salute del paziente non è considerato un lavoro, ma una vera e propria missione.

Voglio dire grazie al reparto di Neurologia dell’ospedale di Teramo, per quello che hanno fatto nella gestione delle mie necessità, e per quello che fanno ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, per tutti i pazienti. E non è solo un discorso di capacità e di preparazione, di competenza e di professionalità, è anche un discorso di umanità. Di vera umanità. Ed è materia che non si insegna all’università, ma che a mio avviso contribuisce alla guarigione del paziente, almeno quanto le terapie mediche.

Quello che ho visto, nelle ore per me difficili e di grande preoccupazione per la mia famiglia, è proprio questo: il quotidiano agire di un reparto che, posso affermare senza tema di smentita, sa offrire professionalità e umanità. Troppo spesso, quando parliamo di sanità, siamo portati a scivolare nella facile tentazione della critica, usando parole che mortificano l’impegno silenzioso di uomini e donne che, in quei reparti, combattono per migliorare la vita di ogni singolo paziente.

Io, oggi, di parole ne voglio usare una soltanto, e quella parola è “Grazie”.

 

 

 

 

 

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