Alba Adriatica, Gattopardo aperto nonostante lo stop. Il sindaco: fatto grave

Alba Adriatica. La serata del Gattopardo va in scena come da programma. Con la presenza di Elettra Lamborghini, come pianificato da tempo della proprietà della storica discoteca di Alba Adriatica.

 

Il tutto, però, in violazione dell’ordinanza del Comune di Alba Adriatica, licenziata il giorno precedente, con la quale era stata sospesa la licenza al Gattopardo per 10 giorni per alcune violazioni in termini di assembramento e non solo. E la situazione appare destinata a generare polemiche (peraltro già in essere) e forse ulteriori provvedimenti nei confronti della discoteca di Alba, che aveva riaperto i battenti lo scorso 1 agosto dopo un primo stop imposto dalla questura. In mattina il sindaco, Antonietta Casciotti, ha espresso una posizione chiara al riguardo. “L’inosservanza di un provvedimento della pubblica amministrazione”, dice il sindaco, “ è un fatto grave e di tale comportamento i destinatari si assumeranno le responsabilità. L’amministrazione non arretrerà di un passo rispetto al percorso intrapreso del rispetto della legalità”.

Ovviamente, inosservanza del provvedimento comunale (sospensione della licenza del locale per 10 giorni) delle conseguenze potrebbe produrle, sul piano amministrativo e non solo, anche perchè nelle prossime ore i carabinieri della compagnia di Alba Adriatica, che hanno accertato e verificato l’apertura della discoteca, rimetteranno un’informativa alla procura.

“Si resta in attesa di circostanziata relazione delle forze dell’ordine”, prosegue il sindaco, “impegnate sul territorio nell’espletamento del proprio dovere e sarà informato il prefetto. Alba Adriatica ed il suo sindaco non sono contrari al divertimento ma lo stesso deve essere assicurato osservando le norme a tutela degli stessi operatori economici, dei giovani e della salute pubblica e nel rispetto per la città”. Sempre sui social, la proprietà della discoteca parla (riferito poi agli ultimi accadimenti), di abusi di potere e di regole che devono valere per tutti e non di un accanimento verso una sola attività.