Giulianova, il caso della pittrice scomparsa: Ris di nuovo a casa di marito e figlio (FOTO)

I Ris di Roma sono tornati nel pomeriggio a casa di Giuseppe e Simone Santoleri, ex marito e figlio di Renata Rapposelli, la pittrice di Giulianova di cui si sono perse le tracce dallo scorso 9 di ottobre.

Per la scomparsa della donna la Procura di Ancona che sta indagando sull’episodio, ha indagato padre e figlio con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. I carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche erano stati a casa dei Santoleri, un piccolo appartamento in via Galilei a ridosso della “pista gialla” una settimana fa.

Nel pomeriggio sono tornati per ispezionare un locale che si troverebbe dietro l’alloggio dei Santoleri e che sarebbe comunicante. Un sopralluogo andato avanti per oltre tre ore durante i quali i Ris hanno scattato foto, eseguito rilievi, fatto prelievi. Ma sembra non sia stato trovato nulla di interessante che possa aprire un varco importante per le indagini. Sul posto il maggiore Domenico Calore, comandante della compagnia dei carabinieri di Giulianova, il tenente colonnello Luigi Dellegrazie del Reparto di Teramo, il capitano Roberto Petroli del nucleo investigativo dei carabinieri di Teramo.

In casa c’erano Giuseppe e Simone Santoleri che sono rimasti impassibili durante il sopralluogo del reparto investigativo. Gli inquirenti si stanno soffermando soprattutto sulla figura del figlio della pittrice scomparsa. Soprattutto dopo alcune testimonianze di una vicina di casa, intervenuta in diretta telefonica nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto”.

Simone viene descritto come compagno violento di una donna che è fuggita via con la loro figlia. Si è parlato persino di una passione verso il satanismo da parte di Simone Santoleri che, nelle puntate precedenti della trasmissione della Rai, aveva raccontato di esser accusato dalla stessa madre di essere posseduto con riferimenti al compleanno di 18 anni in cameretta la donna che lo cospargeva di Acqua Santa e del colloquio dei due con il noto esorcista, padre Paolino.

Ci sarebbe anche un altro profilo che riguarderebbe il figlio. Un suo amico avrebbe confermato il possesso di una pistola (che utilizzava nel poligono per il lavoro che svolgeva come guardia giurata) e di un carattere forte e autoritario. Lo stesso amico giuliese ha stigmatizzato il pessimo rapporto con il padre Giuseppe, che dormiva in uno sgabuzzino della stessa abitazione. E questo sgabuzzino è stato ispezionato oggi anche dai Ris. I due sono difesi dall’avvocato Gianluca Carradori.