Teramo, al Comi torna l’incubo smantellamento. La protesta di Teramo Nostra

Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 12:04

istituto_comiTeramo. Giù le mani dall’Istituto Tecnico Commerciale “V. Comi”. È il grido d’allarme lanciato dall’associazione culturale Teramo Nostra, che saluta l’inaugurazione del nuovo anno scolastico, ma tiene alta la guardia soprattutto a seguito dei trasferimenti, già avvenuti, di varie classi al “Pascal-Forti”, che hanno “snaturato” la prestigiosa istituzione scientifica.

“L’Istituto Comi” si legge nella nota “venne organizzato nell’Ottocento come istituto di formazione scolastica teramana nella scia della cultura del pensiero scientifico che già nell’epoca dei lumi a Teramo riunì Quartapelle, i Delfico, Tullii e Vincenzo Comi, propulsori di quella civiltà illuminista che avrebbe dato in seguito frutti e opere alla formazione del pensiero moderno. La cattedra dell’Agricoltura, la fabbrica del cremore di tartaro furono esempi di modernità scientifica di straordinario progresso di cui si dotò Teramo nel XIX secolo. L’istituto di studi scientifici tecnico-commerciale (tecnomasio) ebbe sede prima in modo sperimentale in via Delfico, dal 1968, poi con regio decreto divenne ufficiale nel 1871 e a seguito di un’espansione della richiesta di formazione venne trasferito al di là della villa comunale (non poteva che stare lì dove solo da un decennio precedente aveva avuto sede l’orto botanico), e per la realizzazione del nuovo edificio vi lavorò l’insegne studioso, professore dell’istituto, ing. Michele Passeri. Edificio imponente con ambienti ariosi e luminosi, inaugurato nel 1915, dalle linee architettoniche mitteleuropee. In quell’istituto insegnarono Vittorio Savorini, Montori, Giacinto Pannella, Gennaro Della Monica, il naturalista Zodda, il poeta Lorenzo Di Poppa, uomini illustri della vita culturale teramana. Da quell’istituto uscirono tanti validi allievi e tra questi Silvio Gambini, grande architetto liberty affermatosi nell’ambiente lombardo. Nella sede dell’istituto dovrebbe essere custodito i musei della flora e della zoologia teramani donati da Quartapelle e Zodda. Riteniamo la sede dell’istituto inalienabile e ancora utile per la città. Se si ritiene necessaria, con l’accorpamento, la creazione di un polo scolastico alla Cona, noi riteniamo che il polo scolastico c’è ed è all’interno della città: Magistrali, Delfico, scuole medie ed elementari. Aggiungiamo che noi non vogliamo assolutamente la spoliazione ulteriore degli istituti culturali dal centro cittadino che arrecherebbe sempre più danno alla vita civile e alla nostra economia”.