Sant’Egidio alla Vibrata, cocaina in casa: carabinieri si fingono operai Enel e arrestano padre e figlio

Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 12:11

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Sant’Egidio alla Vibrata. Lo spaccio di droga era un sorta di affare di famiglia: dalla cessione che avveniva in casa, alla gestione dello stesso che vedeva impegnati padre e figlio.

Due persone di Sant’Egidio alla Vibrata, padre e figlio, di origini albanesi, sono stati arrestati ieri sera, dai carabinieri della locale stazione, con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver utilizzato la figlia minorenne di 12 anni per nascondere la droga. Da settimane i militari tenevano sotto osservazione la casa dove abitavano i due albanesi, Scerifh Demirxhiu di 44 anni (operaio con precedenti) e il figlio Armando di 19, incensurato, meta di alcuni tossici. Ieri sera gli uomini diretti dal maresciallo Mario De Nicola, per potersi introdurre nell’abitazione, si sono spacciati per operai dell’Enel che dovevano effettuare un controllo agli impianti. Lo stratagemma ha consentito ai militari di introdursi in casa e di effettuare una perqusizione, giocando sul fattore tempo. Il padre di famiglia, alla vista dei carabinieri, in albanese, ha impartito una sorta di ordine alla figlia dodicenne, che si è recata in camera da letto. Il maresciallo De Nicola si è accorto della scena ed ha seguito la piccola, che nel frattempo dopo aver prelevato da una valigia, un involucro con 60 grammi di cocaia purissima, lo stava nascondendo nella tasche dei pantaloni. A quel punto per padre e figlio sono scattate le manette, mentre nella successiva perquisizione ide_nicola_s.egidio carabinieri hanno rivenuto e sequestrato 20 grammi di mannite e tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi. La droga con ogni probabilità era arrivata dall’Albania. Questa mattina padre e figlio sono comparsi davanti al giudice per l’udienza di convalida. L’uomo, in attesa, del processo resterà in carcere in virtù del provvedimento di custodia cautelare, il figlio è stato invece condannato ad un anno e 8 mesi (pena sospesa).