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Alba Adriatica, mare inquinato: esposto in procura per risarcimento danni

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 9:30

Foto0548Alba Adriatica. Un esposto in procura per costituirsi parte civile contro il nuovo episodio di inquinamento del mare, triste ricordo di appena una settimana fa, e per i danni prodotti (non solo sul piano d’immagine) dal temporaneo divieto di balneazione .

 Passano alle vie di fatto gli aderenti dell’associazione Rotonda Nilo e gli operatori economici e turistici che hanno le proprie attività nella parte nord del litorale di Alba Adriatica, finito ancora nell’occhio del ciclone per l’inquinamento del mare, nel pieno della stagione estiva. Questo pomeriggio, alla presenza anche di diversi turisti, piuttosto contrariati per i recenti accadimenti, al pari degli operatori, è stata avviata una raccolta di firme a corredo di un esposto denuncia che nei prossimi giorni sarà inviato al sindaco di Alba Adriatica, al presidente della Provincia e alla procura della Repubblica di Teramo. Nel memoriale vengono raccontati episodi recenti, l’inquinamento del tratto più a ridosso del Vibrata sia nel 2010 (con la moria di pesci) e quello più recente a ridosso di Ferragosto. Va detto che chi vive e soprattutto opera a fa turismo sul tratto nord del lungomare Marconi si sente abbandonato (nella circostanza è stata ribadita una certa indifferenza da parte degli amministratori locali sulle varie problematiche) e non tutelato, anche in relazione a quella che è la salvaguardia del mare, con implicazioni negative come il recente divieto di balneazione . “ Abbiamo subito dei danni sia d’immagine che economici” chiosa Gianni Di Marco, presidente dell’associazione Rotonda Nilo. “ Alcuni turisti, di fronte al divieto di balneazione, hanno interrotto anticipatamente le proprie vacanze, altri hanno disdetto. Siamo stanchi di subire passivamente questo e ora si passa alle vie di fatto”. Critiche sono arrivate relativamente al fatto che non è stata adeguatamente pubblicizzata l’ordinanza di divieto, seppur temporaneo di balneazione, con scarsa tutela da parte dei fruitori del mare. Durante l’assemblea, che si è svolta allo chalet Boracay, ci sono stati anche alcuni momenti di tensione, con alcuni vacanzieri che hanno urlato tutto il proprio disappunto. All’incontro non c’erano amministratori, tranne il vice-presidente della Provincia Renato Rasicci.

 

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