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Teramo, per la Asl nessun allarme lupi: “Bisogna monitorare il fenomeno”

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 15:39

Una vera e propria risorsa per il territorio purché “ben gestita”. In relazione alla presenza di lupi riscontrati nei giorni scorsi a Contrada Specola, con l’uccisione di diversi capi ovini, i veterinari del Servizio Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche della Asl di Teramo hanno voluto fare delle precisazioni, avvertendo sull’importanza di non demonizzare la presenza di questi animali che, al contrario, aiutano a favorire l’economia rurale.

Ricordando come l’ispezione cadaverica sulle 12 carcasse di pecore sarde trovate alla Specola ha evidenziato come il morso sugli animali è apparso “compatibile con l’aggressione da parte di lupi avvenuta durante le ore notturne” e che siano in corso anche ulteriori accertamenti, i veterinari specificano che la zona dell’aggressione, definita da parte della stampa come “alle porte di Teramo”, in realtà sia composta oltre che da pascolo e campi coltivati, anche pattern di vegetazione arbustiva ed arborea, che avrebbero potuto fungere da “corridoi” per gli spostamenti del lupo nelle ore notturne.

Inoltre si sa bene che l’areale del lupo italico è in espansione, per cui è possibile che attacchi di questo tipo a manifestarsi anche in aree dove la tipologia di allevamento non prendeva in considerazione negli anni passati, tale evenienza.

“Appare quindi fondamentale”, scrivono in una nota i veterinari della Asl di Teramo, “da un lato incentivare e formare gli allevatori, anche fuori dai parchi, sulla tematica, al fine di porre in essere misure di contrasto del fenomeno, secondo schemi già consolidati in diverse aree protette, considerando le difficoltà legate anche alla crisi economica che questi imprenditori agricoli subiscono. Dall’altro risulta auspicabile implementare e coordinare i monitoraggi faunistici specifici al di fuori delle aree protette, per individuare le consistenze di branchi di animali presenti sul territorio, capirne le peculiarità eco-etologiche per predisporre azioni di mitigazione/minimizzazione del fenomeno”.

Il lupo, ricorda ancora la Asl, è sopravvissuto in Italia grazie all’allevamento zootecnico, in periodi dove non vi era la disponibilità di ungulati selvatici quali cervidi e cinghiali. Per questo motivo appare fondamentale ristabilire un rapporto di convivenza sereno che non penalizzi un sistema economico ancora vitale e presente nel teramano quale l’allevamento ovi-caprino. Senza dimenticare che l’azione predatoria del lupo sugli ungulati selvatici rappresenta anche un meccanismo efficace di contenimento delle popolazioni di questi animali.

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