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Teramo, pecore sgozzate. Il WWF: “Forse cani, non lupi”

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 15:59

L’ultimo presunto attacco dei lupi ad un allevamento di pecore di contrada Specola a Teramo, porta il WWF a chiarire alcuni aspetti. Sono stati 150 gli animali uccisi o rimasti feriti due giorni fa.

“In Italia non è mai stato realizzato alcun intervento di reintroduzione di lupi, tanto meno di lupi provenienti dalla Romania o da altri Paesi dell’est Europa – specifica il WWF – Il lupo, ridotto a solo 100 esemplari e sull’orlo dell’estinzione all’inizio degli Anni ’70, è aumentato di numero a seguito dell’introduzione del divieto di caccia riconquistando naturalmente territori dove era sempre vissuto.
La convivenza tra lupo e attività zootecniche è possibile e ampiamente dimostrata. È necessario però adottare sistemi di prevenzione basati su recinti e cani pastore abruzzesi perfettamente in grado di tutelare le greggi come dimostrano centinaia di esempi nella nostra regione e nel resto d’Italia”.

“Quando, nonostante i sistemi di protezione messi in atto, si verificano delle predazioni va assicurato un tempestivo esame (anche attraverso analisi genetiche) al fine accertare se ci si trova in presenza di lupi o di cani rinselvatichiti. Accertata l’origine della predazione, agli allevatori danneggiati devono essere riconosciuti rapidi e adeguati indennizzi. Seguendo questi accorgimenti si tutelano sia gli allevatori che il lupo, specie protetta a livello europeo e di cui in Italia ancora oggi vengono uccisi circa 300 esemplari per bracconaggio e incidenti stradali”.

E ancora: “A Teramo abbiamo la fortuna di avere organismi che lavorano da anni su questo tema. L’Osservatorio di Ecologia Appenninica e il Project Wolf Ethology dell’Università di Teramo, attraverso uno studio di monitoraggio sul territorio a sud-ovest del comprensorio teramano, già dal 2015 hanno potuto verificare la presenza del lupo, anche se gli ultimi monitoraggi condotti dimostrano che non sono presenti in zona branchi stabili di lupi con un numero elevato di soggetti. Nella stessa zona, invece, è stata documentata la presenza costante di un numeroso branco di cani rinselvatichiti che più volte hanno evidenziato comportamenti di predazione del tutto simili a quello degli animali selvatici”.

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