Provincia di Teramo, un tavolo di concertazione permanente per il rilancio del settore pesca

vannucci_pescaTeramo. Un tavolo di concertazione per affrontare le problematiche del settore pesca. L’assessore alle Attività produttive, Ezio Vannucci, ha riunito oggi in Provincia le associazioni (Federcoopesca, Coldiretti Impresa Pesca, Federpesca, Cogevo Abruzzo ed altre) e le rappresentanze sindacali per fare il punto della situazione del settore, che sta attraversando un momento di forte difficoltà.

“Obiettivo di questo tavolo” spiega “è quello di partire da una preliminare ricognizione delle problematiche del settore per definire una serie di azioni mirate al suo sostegno e rilancio, inclusa l’attivazione di incentivi di natura economica. Ci faremo portatori delle istanze qui concordate nelle sedi istituzionali competenti, a livello regionale, nazionale e comunitario, per trovare delle risposte concrete a problematiche urgenti. Di recente è pervenuta dalla Regione la comunicazione ufficiale dell’ammissione a finanziamento, a valere sui fondi europei per la pesca, del Gruppo di azione costiera della provincia di Teramo, il GAC Costa Blu, che sarà uno strumento essenziale nell’ambito del quale concordare le strategie  prioritarie di intervento nel settore”.

“Questo primo incontro” aggiunge il consigliere provinciale, Massimo Vagnoni “scaturisce da varie sollecitazioni pervenute sia dal consiglio provinciale che dalle associazioni operanti sul territorio; le istanze qui raccolte saranno portate all’attenzione del consiglio già dalla prossima seduta, in programma per il 6 marzo. Il comparto pesca presenta tante difficoltà, a cominciare dalle carenza di adeguate infrastrutture, ed è un settore strategico che va sostenuto sia dal punto di vista strutturale che delle attività quotidiane della marineria locale”.

Tra le problematiche più importanti del settore, rappresentate da Walter Squeo (Federpesca e Cogevo), Franco Ricci (Federcoopesca) e Nino Bertoni (Coldiretti Impresa Pesca): gli alti costi di gestione dell’attività, i rincari del carburante, la mancanza del credito, le difficoltà nella commercializzazione del prodotto locale. “Il settore è al collasso” sottolinea Squeo “la busta paga mensile di un marinaio si aggira sui 200,300 euro; urge un intervento di sostegno forte e risoluto”.

Sottolineata anche l’esigenza di mettere a regime la cassa integrazione in deroga per gli addetti del settore, legata all’organizzazione di percorsi di formazione e riqualificazione professionale, puntando su iniziative che coinvolgano tutta la filiera ittica locale e sullo sviluppo di nuove idee imprenditoriali, connesse alla pesca-turismo e all’ittiturismo.

 

 

 

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